sabato 14 marzo 2015

sintetico resoconto assemble sociale



Breve sintesi assemblea  sociale
L’assemblea di venerdì ha evidenziato la insufficienza della sinistra al governo della città nel porsi di fronte all’aumentare delle condizioni di povertà ed indigenza di una fascia consistente di cittadini. Circa 35° famiglie ricorrono al “welfare paritario” della Caritas mentre di politiche attive per creare lavoro, azionando le pur limitate leve disponibili per il Comune non se ne parla, a fronte di circa ulteriori 1.200.000 euro di tagli previsti dal governo Renzi, tanto caro al sindaco Pugnaloni. O meglio, qualcosa si è prospettato: orti collettivi su piccoli appezzamenti di terra dati in concessione per autoconsumo, un affare… con l’acqua da approvvigionare all’acquedotto, il ripristino dell’agenzia interinale comunale messa in piedi dalle Liste Civiche quando governavano e tanto criticata dalle opposizioni, una seria indagine sull’evasione fiscale dei grandi evasori sul modello anconetano, che però ci sembra abbia portato entrate soprattutto sulle multe evase, concessioni di mutui per case ed affitti abbattuti di un 30% ma con garanzia di buste paga affidabili. Forti critiche sono emerse anche all’associazio0ne “Noi Anziani” per ritardi nei pagamenti ai volontari indigenti  e per contributi all’affitto della sede giudicati troppo onerosi. Critiche anche al cosiddetto bando dei poveri, circa 20.000 euro per rimborso Tasi, spese sanitarie, Imu,  snobbato e certamente non utile alle circa 350 famiglie che versano in condizioni di povertà estrema. Su questo punto il M5S ha proposto l’istituzione dell’assegno civico sul modello del comune di Ragusa. Di fronte ad una inadeguatezza riconosciuta anche rispetto alla conoscenza dei dati reali risulta non supplente ma decisiva l’azione della Caritas che assiste con buoni pasto circa 330 famiglie, una ottantina osimane, contribuisce con 32000 euro a bollette ed affitti, promuove borse lavoro semestrali,  card x paniere vitale a punteggio e corsi di economia domestica per reinsegnare il risparmio. L’approfondirsi della crisi nel nostro territorio è stata rilevata anche dalla partenza di molti stranieri e dal crollo di richiesta di badanti, dal momento che molte famiglie con disoccupati in casa si occupano direttamente dei propri anziani. Le nostre proposte si sono concentrate su un problema non ancora pienamente esploso, quello legato al diritto all’abitare, in quanto sono ancora relativamente poche le procedure di sfratto esecutive, rispetto alle imminenti potenziali. Tuttavia l’insostenibilità di affitti a 400-500 euro verso famiglie, ma anche singoli, che hanno perso il lavoro o vedono ridursi pesantemente le risorse e quindi sostenendo gli affitti precipitano nella povertà, si sta manifestando in maniera esponenziale. Su questo ci proponiamo di lavorare i prossimi mesi, dando vita ad un servizio antisfratto, divulgando vademecum adeguati sia per privati od Erap. Abbiamo anche esortato il M5S a calare nella realtà osimana il programma nazionale sul social housing.  Soprattutto abbiamo rimarcato la condizione inaccettabile e paradossale di un eccesso di case ed appartamenti sfitti od invenduti (circa 800) che hanno provocato devastazione ambientale e crollo immobiliare, alcune rilevate dalle banche per insolvenza o fallimenti. Su tali proprietà serve una forte azione pubblica che può andare da politiche di incentivazione o pressione per affitti a canone agevolato o gratuito fino alle occupazioni. Il Comune dovrebbe pensare prioritariamente a tale “parco” prima di progettare nuove cementificazioni anche ad uso popolare ed intanto garantirsi attraverso questo alloggi di emergenza quando esploderà la questione abitativa. Sulle borse lavoro per attività di servizio e tutela ambientale abbiamo rimarcato quanto grasso venga spalmato dai fondi attinti dalla Regione fino al compenso min tasca al lavoratore formato. Riguardo al paniere vitale abbiamo invitato a considerare provvedimenti di pressione sui supermarket, che oggi non collaborano più alle donazioni agli indigenti o con la Caritas. Una discussione è stata aperta anche sulla possibilità di effettuare un serio intervento sul biologico, vista la concentrazione di terre in proprietà di enti o fondazioni con cda partecipati, rimarcando che una seria politica agricola su tale settore deve essere necessariamente di “ piano” e non affidata ai tanti piccoli e dispersi che si mettono in rete perché servono grandi estensioni con incolti e coltivazioni scansionate secondo il grado di resistenza ai parassiti. Il Comitato disoccupati ha presentato le sue proposte per la turnazione sui lavori di servizio avendo a tal scopo costituito anche un’associazione, con l’intenzione di organizzarsi in cooperativa qualora ci fosse la garanzia di poter attuare piccoli lavori ad assegnazione diretta. Ribadita anche la richiesta di garantire il consumo minimo vitale per acqua, energia elettrica e riscaldamento anche per quanti sono in condizione di necessitata morosità. A tal proposito Pasquinelli ha annunciato che  per circa 50 lt di acqua verranno annullati i distacchi. Dalla prossima settimana continueremo gli incontri per mettere in campo il nostro “piano casa”.

sabato 7 marzo 2015

Incontro pubblico su disoccupazione e sfratti

Venerdì prossimo, 13 marzo, alle 21.15 si terrà un incontro pubblico, dal “Babano”, sotto maxipark, su disoccupazione, sfratti e diritto all’abitare. Interverranno (x ora) Lupo, M5S, Comitato disoccupati, Asilo Politico, Servizio antisfratto, L’altra sinistra. Invitati responsabili Auser, attività produttive, lavoro, servizi sociali.

venerdì 27 febbraio 2015

M5S su bando perm i poveri

Il bando per i poveri della giunta è un flop. La soluzione nel reddito di cittadinanza'

Poveri noi, è proprio il caso di dirlo! Il cosiddetto bando di aiuto ai poveri fortemente voluto dal gruppo PD di Osimo che metteva a disposizione la già esigua somma di 20.000 euro è stato un vero e proprio flop. Meglio pochi che niente, direbbe qualcuno, ma il fatto che siano arrivate soltanto 40 domande e che la metà dei fondi stanziati rimarrà inutilizzata deve far riflettere. Il motivo è banale: il bando prevedeva un contributo di 200 euro una tantum alle famiglie di disoccupati e cassa integrati per il rimborso del pagamento di TASI, TARI e/o spese sanitarie eventualmente sostenute nel corso del 2014. Le famiglie che non hanno soldi per la propria sopravvivenza, che spesso non riescono a mettere sulla tavola due pasti al giorno (e a volte neanche uno), cosa ci fanno col rimborso delle tasse?!

La maggior parte di loro non ha ovviamente una casa di proprietà e quindi non pagano la TASI se non per importi esigui, (quand’anche riescano a pagarli). Che razza di ragionamento ha guidato l’Amministrazione Comunale nel fare un bando il cui contributo consiste nel rimborso delle tasse?!  Il contributo doveva essere reale, in denaro o altro!

E’ ovvio quindi che la causa del clamoroso flop di domande sta tutta qui, e non nell’alibi delle lunghe attese ai CAF per compilare il nuovo modello ISEE. Il Movimento 5 Stelle chiede serietà nell’affrontare questioni estremamente delicate che riguardano le fasce di cittadini più deboli. A livello nazionale il PD sta osteggiando in tutti i modi il reddito di cittadinanza proposto dal M5S, appoggiato anche dall’associazione Libera di Don Ciotti, per rendere illegale la povertà e strappare milioni di cittadini dalle grinfie del potere di intermediazione delle mafie e del voto di scambio.

Non vorremmo che anche il PD osimano rimanesse cinicamente indifferente a questi gravi problemi. Nel frattempo alla storia sono passate due verità: l’eco dello spot natalizio dell’Amministrazione Pugnaloni che proclamava il “bando di aiuto per i poveri” e un pugno di mosche nelle mani degli osimani bisognosi, che restano senza aiuto.

martedì 17 febbraio 2015

Fidejussione improponibile




Abbiamo chiarito che la questione fondamentale da ribadire sulla vicenda del Cinema Concerto è legata all’ennesima svendita al privato di un bene pubblico, per quanto nel caso il privato in questione è sovente chiamato a svolgere un ruolo pubblico per mancanze di uno stato che abdica da decenni alle politiche di welfare. Sulla svendita non c’è dubbio, visto che siamo passati da una valutazione di 1.200.000 euri a 400.000 circa con possibilità di edificare un’altro piano. Tuttavia lo zelo con cui alcuni amici di destra, di grillo e di sinistra si spendono per difendere il cinema, quasi non avessero altro da pensare, meriterebbe miglior causa, tipo la recezione dello sblocca Italia che strizza l’occhio ad ulteriori cementificazioni, tipo la ulteriore privatizzazione delle società partecipate, tipo l’ospedale che ci scordiamo, tipo i distacchi delle utenze e dell’acqua che la sinistra in giunta aveva spergiurato di contrastare, promettendo di ripubblicizzarle…. Di fronte a questo, la mancata parola sul cinema risulta addirittura un peccato veniale, da addebitare più che altro all’ingenuità dei creduloni votanti e militanti. Detto questo troviamo che il cinismo con il quale i buontemponi in giunta si ammantano dietro le pratiche burocratiche per esigere fidejussoni e condizioni improponibili meritino altrettanto umorismo da parte di quanti hanno richiesto di aprire i locali per un giorno alla cittadinanza. Qualcosa di simile era stata chiesta a noi dalle Civiche quando spostammo il festival Pugno Chiuso a Campocavallo, allora pretendevano una fidejussione di 50.000 o giù di lì, poi la risolvemmo con la promessa di grossi casini ed una normale polizza assicurativa temporanea. Gli amici del cinema comincino a divertirsi un po’ anche loro, soprattutto verso quanti hanno votato, visto che ci sono altri immobili  in via di svendita e sono alle porte le elezioni regionali.

giovedì 5 febbraio 2015

Atrocity exhibition



Mentre il papa si angustia della guerra  tra cristiani che sta consumandosi nelle regioni russofone dell’Ucraina, la guerra nei territori tra Siria ed Iraq si va estendendo sempre più profondamente dentro il mondo islamico. La fiera delle atrocità nel Medio Oriente continua a mettere in mostra i suoi orrori, con l’ultimo video del pilota giordano arso vivo, dopo esser costretto a guardare l’altro orrore dei bombardamenti  provocati dalla  coalizione di cui faceva parte. Poco interessano le polemiche giornalistiche su incongruenze di questo ed altri video; tra orrore reale ed orrore esibito, nella riproduzione e moltiplicazione del messaggio, nella rete e sui  media, è comunque l’esibizione a provocare reazioni. Come quelle della Giordania e di altri paesi che pensavano di usare l’Isis (e le altre forze da essa scalzate nel conflitto siriano) per i loro confliggenti interessi. Dopo le immagini del rogo, tra dispute teologiche e minacce apocalittiche, la legge del taglione variamente interpretata ha continuato  a macinare, con l’impiccagione dei militanti islamici detenuti nelle carceri giordane, tra cui la donna di cui lo Stato Islamico chiedeva la liberazione e con il bombardamento indiscriminato di Mosul, città conquistata soprattutto per via di dinamiche interne di una resistenza sunnita che non si è mai fermata dall’invasione americana del 2003. Quanto sta accadendo da alcuni anni tra Iraq e Siria, con l’avvento del Califfato che sembra aver assorbito anche le componenti ex baathiste nazionaliste irachene è  in parte frutto avvelenato di quella improvvida “missione compiuta”. La linea recente degli strateghi dell’IS sembra puntare innanzitutto a spaccare il mondo islamico sunnita, in particolare le società dei paesi arabi più strettamente alleati dell’Occidente, ponendo anche molta cura nella comunicazione verso i musulmani europei. Al di là delle propagandistiche sparate su Roma o l’estensione del califfato alla Spagna sembra che la posta sia l’egemonia nell’Islam sunnita (prima ancora della lotta contro lo Sciismo) ed il superamento degli stati nazionali ex-coloniali con la creazione di una omogenea entità sunnita, di cui lo Stato Islamico è embrione. Questo da ragione della prudenza con la quale il debole governo iracheno procede verso un crinale di guerra settaria e di intervento massiccio dell’Iran che rischia di squagliarlo del tutto. E spiega in parte l’atteggiamento quantomeno contraddittorio dei paesi confinanti le aree di guerra che ci hanno soffiato sopra per ragioni opposte. Dalla Turchia vicina al Quatar e sponsor delle organizzazioni anti Assad sodali ai fratelli musulmani continuano ad affluire combattenti, anche occidentali pro-Isis che, evidentemente,  non vengono troppo controllati;  gli va bene mantenere uno stallo in cui il nemico takfirita, continua a tenere il regime siriano sulla graticola mentre gli combatte i più immediati nemici curdi. Dall’Arabia Saudita vengono prodigi di doppiezza: mentre i suoi piloti, in ottemperanza agli obblighi della coalizione, bombardano svogliatamente qualche postazione irrilevante continuano ad arrivare appoggi e finanziamenti ai ribelli siriani come agli ex nemici baathisti di Al Douri. Il Libano sta estendendo la sua perenne condizione di guerra civile,aperta o potenziale, anche alla Siria, con l’intervento diretto delle milizie Hezbollah e l’affluenza di volontari sunniti nel campo opposto. Ora, la Giordania, approfittando dell’indignazione popolare interna, ha minacciato l’intervento di terra contro lo Stato Islamico, pur non avendone credibili potenzialità; questa uscita potrebbe preludere ad una accelerazione di partner ben più attrezzati, trascinando anche la coalizione occidentale sul terreno. L’escalation degli ultimi tempi sembra indicare una ”parallela” convergenza di interessi tra i sostenitori dell’opzione del califfato e gli interventisti in ambito occidentale. Gli strateghi dell’Is potrebbero credere che una guerra aperta, di eserciti “crociati” invasori, meglio se in combutta con l’odiato persiano sciita, consegnerebbe ampie masse alla propria jihad e farebbe esplodere gli stati filo-occidentali. I governi occidentali ci vedrebbero un utile sbocco alla crisi, anche in funzione di polarizzazione dei conflitti interni in traiettorie elusive la lotta di classe. I regimi che cercano di sfruttare il conflitto per i propri interessi d’area, nella convinzione di poter strumentalizzare un’opzione politica considerata utopistica e alfine non realizzabile, sono quelli ché più rischierebbero di perderci. O forze iniziano a sentire il fiato sul collo degli utopisti e si convinceranno ad accelerare il tentativo di annientarli come dichiara adesso il regime hascemita. Ribadiamo che in questa fase ci  sembra fuori luogo schierarsi in base a concezioni antiimperialiste, difficili da forzare entro le coordinate di una guerra come questa, ferma restando ogni opposizione all’intervento militare  occidentale e quindi del nostro paese. Né ci sentiamo di esaltare quanti, pur difendendo legittimamente i loro territori ed aspirando ad un proprio stato, si prestano a fare da fanteria di terra all’aviazione alleata. La crescita dell’influenza russa va considerata positivamente per contrastare l’egemonia americana, ma sono fuori luogo le concezioni dell’asse russo-iraniano come baluardo antiimperialista: si tratta di un conflitto per spartirsi le aree di influenza. E’ auspicabile per quanti pensano di rilanciare un movimento comunista, anche da noi e nei paesi sottoposti alle servitù militari ed ai vincoli di alleanza Usa-Nato, che gli Stati Uniti perdano la loro presa egemonica sul medio Oriente e non solo, ma saranno soprattutto le dinamiche interne alla lotta di classe nei vari paesi a determinare lo spostamento dei rapporti di forza che attualizzerà il nuovo comunismo, non certo l’appiattimento sulla politica estera russa di alcuni partitini o micro-comunità sedicenti comuniste. Che Assad resista e Russia ed Iran possano contendere il piatto agli Usa può tornar utile ma non decisivo.

mercoledì 4 febbraio 2015

Staccare l'acqua lede il diritto umanitario

Astea, fai la cosa giusta
Angelo M., indigente, malato cronico che necessita quotidianamente di farmaci salvavita, vive da tre anni senza acqua corrente nella sua casa popolare. Angelo non vive in un Paese del Terzo Mondo, ma ad Osimo, la nostra città. ASTEA gli ha staccato l’utenza tre anni fa: quella stessa ASTEA oggetto dello scambio di veleni di questi giorni tra maggioranza e Liste Civiche.
Occorre davvero turarsi il naso per fare un salto mentale dal dramma di Angelo alla farsa di chi se ne frega dei problemi di persone come lui, ma pensa soltanto ai propri giochetti politici, alle poltrone da assegnare e ai soldi che ci stanno dietro.
Il PD ha annunciato che il prossimo Consiglio Comunale presenterà un’interrogazione su ASTEA per fare chiarezza. Accidenti che voglia improvvisa di trasparenza! Strano però che sta negando l’accesso agli atti al M5S sui “morosi d’oro” da ben 6 mesi! Come mai? Semplice: il PD e le Liste Civiche si stanno coprendo le spalle a vicenda. Il PD non vuole cambiamento, né trasparenza dentro ASTEA, altrimenti ci avrebbe fornito i dati sui “morosi d’oro” come prescrive la legge. In realtà vuole solo le poltrone, ma le Liste Civiche, col collegio sindacale in testa, (ancora espressione della vecchia Amministrazione Comunale), si sono messe di traverso, causando l’indignazione del Sindaco. Ma come?! Ora che tocca a noi spartirci le poltrone, non ce lo permettete?! Abbiamo aspettato 15 anni! Il codice d’onore della vecchia politica, mangia e lascia mangiare, non si rispetta più?!
Le Liste Civiche ovviamente non si sono redente sulla via di Damasco, ma sperano nella memoria corta degli osimani e si ergono ad improbabili paladini della giustizia, denunciando il loro stesso modo di gestire ASTEA per 15 anni: poltrone, favori e consenso. Il PD e la maggioranza schiumando rabbia per il codice d’onore infranto, hanno buttato nella mischia numeri a vanvera, i presunti faraonici stipendi del Direttore Generale (di cui casomai egli non è responsabile, essendo un dipendente), delirando (testuali parole!) “che la loro missione è quella di ridurre i costi: trasformare la società che gestisce la rete elettrica in SPA con un CdA dal costo di 40.000 euro è una maggiore oculatezza finanziaria”. Spendere ulteriori 40.000 euro (più quelli del collegio sindacale obbligatorio per le SPA) sarebbe oculatezza finanziaria. No comment! Se in passato si è sprecato, non per questo bisogna continuare a farlo. L’unica cosa che avreste dovuto fare, era un’azione di responsabilità nei confronti della vecchia gestione ASTEA, non inutili proclami. Ma ovviamente vi siete guardati bene dal farla!
Per questo motivo, e al fine di una reale trasparenza e chiarezza nei confronti dei cittadini, il M5S chiede:
  1. che nel prossimo Consiglio Comunale vengano forniti pubblicamente i dati quantitativi (e non sensibili) sui “morosi d’oro”, cioè sulle utenze non pagate superiori a 25.000 euro;
  2. sia convocato ed ascoltato anche il vecchio Direttore Generale, Sandro Graciotti, chiamato in causa pesantemente e ripetutamente in questi giorni;
  3. siano chiarite le dinamiche, i motivi e i responsabili degli sprechi e delle erogazioni dei presunti “milioni di euro ai dirigenti”.
Ma soprattutto chiediamo l’immediato riallaccio dell’utenza di Angelo M. e l’impegno formale del Comune di Osimo a far rispettare il referendum sull’acqua pubblica! Senza acqua non si può vivere una vita dignitosa, anzi non si può vivere e basta. Il popolo italiano nel giugno 2011 con un referendum col 96% dei consensi ha stabilito che l’acqua è un diritto e non una merce.
Riallacciate immediatamente l’utenza, perché sul rispetto di questo diritto fondamentale daremo battaglia fino in fondo.
Movimento 5 Stelle Osimo

domenica 21 dicembre 2014

Intervento shok

L'intervento shok di Fabio Pasquinelli al dibattito sulla crisi e le povertà ha messo brutalmente la verità al centro della scena, deludendo certamente le aspettative di quanti pensavano che con la sinistra al governo potesse cambiare qualcosa, specialmente con la sinistra renziana. Ha detto che non ci sono margini di riformismo... siamo d'accordo, il keynesismo si attua nei cicli espansivi, oggi, con la recessione epocale, semplici riforme di indirizzo socialdemocratico vecchio stampo richiederebbero sforzi rivoluzionari; allora tanto varrebbe spenderli per il socialismo. Ha detto che le casse del comune sono vuote e possono avere qualche miseria di entrata soltanto svendendo i beni pubblici e le società partecipate. Forse voleva così giustificare anche la vendita del cinema ai frati, contrariamente a quanto sbandierato in campagna elettorale, convincendo sprovveduti cinefili a mettersi nella lista Tsipras-Osimo. Ha detto che fra qualche mese i problemi saranno altri con una guerra alle porte visto la degenerazione della crisi con la Russia. Condividiamo anche questo, dal momento che abbiamo sempre sostenuto che l'euro è anche uno strumento geopolitico per mettere le propaggini militari europee della Nato a ridosso dei confini russi; magari i tempi non saranno così precipitati. Bravo Fabio che ci hai aperto gli occhi. E li hai aperti anche a quei 'poverelli e disagiati' che la sinistra considera portatori d'acqua delle liste civiche. Gli hai ben chiarito che non c'è trippa per gatti e possono attaccarsi al .....!
Ma ci viene da chiederti: 6 mesi fà non le sapevi queste cose? Non devi renderci conto delle balle raccontate in campagna elettorale che abbiamo sbugiardato in tempo reale; di quelle vi rendono conto gli ingenui che vi hanno creduto. E che non ti meritano neanche. Ti chiediamo invece quale misterioso istinto di autodistruzione vi guida, te ed il tuo partito, che vi ostinate a stare sulla poltrona malgrado tutto; che non concepite spazio e ruolo politico al di fuori dell'alleanza col PD. Non riuscite a spostare una virgola ma dovete stare sul pezzo costi quel che costi ed ovviamente perdete consensi finendo per votarvi da soli, ma forse neanche voi vi votate. Non rubate neanche, che cavolo ci state a fare?! Se almeno rubaste, per voi o per il partito, ci sarebbe una logica, invece qui siamo al mistero, nel suo profondo senso teologico, altro che materialismo storico. Ci viene da chiederti: perchè non agisci coerentemente di conseguenza? Dimettiti e diamoci da fare per organizzare le milizie. Inveci tu vedi con fastidio chi si autoorganizza sul piano extraistituzionale, ti sembrano pratiche mafiosette, forse lo sono, in parte, ma se tu abdichi da un ruolo inutile che cavolo pretendi.

riceviamo e pubblichiamo

gentilissimo fausto paesani c'è un detto che recita 'chi è causa del suo mal pianga se stesso'. noi abbiamo sempre sostenuto che pugnaloni e latini mangiavano alla stessa greppia, allora, non oggi che spacca ha strappato col pd. abbiamo coerentemente invitato all'astensione e l'abbiamo praticata, mentre i vostri si sono lasciati commuovere. solo uno sprovveduto politico, se può, sceglie l'avversario più forte



Gent.mo/a  Antonio Stacchiotti,

nel Consiglio Comunale del 18 dicembre 2014, Pugnaloni e la sua maggioranza hanno definitivamente svelato il loro vero volto: Osimo con il governo targato PD non è cambiata per niente!

La trasparenza e la democrazia, proclamate in campagna elettorale da Pugnaloni, sono definitivamente defunte in due momenti ben precisi:
  • il primo quando il Sindaco, arrampicandosi sugli specchi come il miglior Spiderman, ha avuto la faccia tosta di raccontare che il M5S nella sua richiesta di accesso agli atti sui Morosi d’Oro di ASTEA, voleva violare la privacy delle famiglie indigenti con piccole morosità, quando sa benissimo che non è vero;
  • il secondo quando, con un atto palesemente antidemocratico che ricorda tanto la ghigliottina della Boldrini in Parlamento, Paola Andreoni col cronometro alla mano ha negato alla Consigliera Mariani ed ai nostri Consiglieri Monticelli e Andreoli il diritto alla discussione su un Ordine del Giorno della Mariani che evidenziava il problema della poca trasparenza, proprio mentre l’intera maggioranza era sulle spine.

Allora, visto che per noi la trasparenza non è un optional e che ci piace parlare chiaro, vi diciamo come stanno realmente le cose:
“I consiglieri comunali hanno diritto di ottenere dagli uffici del Comune, nonché dalle loro aziende partecipate, tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all’espletamento del proprio mandato”.
Questo è l’Art. 43 Comma 2 della Legge 267/2000 denominata T.U.E.L. (Testo Unico degli Enti Locali). E’ di difficile comprensione? Il significato delle parole della lingua italiana si può stravolgere? Evidentemente per l’Amministrazione Comunale, sembra proprio di sì.
Il M5S sta seguendo ormai da quasi due anni la pista dei cosiddetti Morosi d’Oro di ASTEA Energia. Chi sono i Morosi d’Oro? Durante la vecchia amministrazione targata Liste Civiche, alcune aziende hanno accumulato debiti per gas ed elettricità di centinaia di migliaia di euro. Non stiamo parlando delle famiglie indigenti in difficoltà: stiamo parlando di pochissime aziende “fortunate” che hanno accumulato decine e addirittura centinaia di migliaia di euro di debiti! Alcune di queste aziende sono oggi fallite, lasciando sul groppone di ASTEA una montagna di crediti inesigibili. Occorre assolutamente fare trasparenza su questa vicenda ed informare i cittadini osimani. La nuova Amministrazione Pugnaloni, quella che doveva cambiare Osimo, ha un’occasione imperdibile tra le mani e cosa fa? Invece di spalancare le porte alla trasparenza, nega l’accesso agli atti ai Consiglieri Comunali del Movimento 5 Stelle che avevano chiesto ad ASTEA Energia poche semplici informazioni, circoscritte ai limitati casi di cui sopra!
Già a settembre avevamo pubblicato un comunicato intitolato “Trasparenza Zero” sul deludente comportamento della nuova Amministrazione. Dopo la pubblicazione di quell’articolo, grazie anche all’interessamento del Segretario Comunale Luigi Albano che ringraziamo per l’atteggiamento sempre collaborativo e disponibile, abbiamo ulteriormente pazientato in attesa di ricevere le sacrosante informazioni che avevamo richiesto. Oggi, dopo ben 4 richieste, la prima delle quali risale al 26 agosto scorso (oltre 3 mesi fa!), dopo tutta la pazienza di questo mondo, e dopo il disarmante Consiglio Comunale del 18 dicembre, abbiamo capito che ad Osimo la trasparenza è sotto zero!
Per questo motivo ci siamo rivolti alle competenti Autorità Giudiziarie per far valere i nostri Diritti, che sono poi i Diritti dei cittadini osimani.

I Consiglieri Comunali del M5S di Osimo
SARA ANDREOLI  e DAVID MONTICELLI



PAESANI FAUSTO - MOVIMENTO 5 STELLE OSIMO





 


 Ma Voi ..... siate curiosi. INFORMATEVI!!
 




mercoledì 3 dicembre 2014

Don't cry for me Argentina

 La vendita del cinema è una opportunità, la coerenza no

 

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" la chiesa, con tutti isuoi limiti ed errori" ha una proiezione millenaria (anche degli errori) e non cambia idea ad ogni stormir di foglia

Ritengo ottima l’idea di cedere parte dei locali che si affacciano sulla piazzetta San Francesco al convento dei frati. La ritengo un’ottima idea poiché non può esistere un acquirente migliore per il comune, visto che i frati hanno espresso la volontà di destinare i locali ad una biblioteca ad uso pubblico, che andrebbe ad arricchire notevolmente le opportunità di crescita culturale della nostra città. La comunità dei frati di Osimo è sempre stata parte integrante della vita cittadina e continua a svolgere un importante ruolo di guida spirituale per i credenti e di interlocutore dialogante per i non credenti. In generale si può affermare che la chiesa con i suoi ordini religiosi costituisce la più antica istituzione pubblica europea, alla quale va riconosciuto il fondamentale ruolo di mediatrice tra la cultura classica e quella moderna, oltre che quello di unico punto di riferimento per le enormi masse di poveri che si sono succedute nei secoli che ci hanno preceduto.

La chiesa, con tutti i suoi limiti ed errori, esisteva ed agiva come motore sociale, civile, culturale assai prima che gli stati moderni nascessero, anch’essi con i loro limiti ed imperfezioni. La chiesa a mio avviso non può essere equiparata ad un qualsiasi privato che compie operazioni commerciali per un proprio esclusivo vantaggio. Essa, ed in questo caso il Convento dei Frati Minori Conventuali (anche per l’ubicazione fisica in cui è collocato rispetto ai locali interessati) è l’interlocutore ideale per portare a termine un’operazione di alienazione degli spazi interessati.

Gli introiti potranno tranquillamente essere impiegati per riqualificare almeno in parte le restanti parti dell’area; e ciò senza dover minimamente temere che il tutto possa risolversi nell’ennesima ed ormai improbabile (visti i tempi) operazione di speculazione edilizia. Non mi risulta che i frati di Osimo siano conosciuti come abili speculatori esperti nell’aumento di cubatura per la realizzazione di locali commercialmente interessanti sul mercato.

E’ per questo che non capisco le argomentazioni del Mov5S e di Concertazione che parlano di svendita di beni pubblici. In consiglio comunale mi sono sempre e duramente battuta per evitare che fossero alienati beni necessari ed utili al bene collettivo, e continuerò a farlo con i miei mezzi attuali. Ma qui non si tratta di alienare a dei privati interessati ai loro particolari utili di bottega; bensì si tratta di alienare a chi, come farebbe il Comune, lavora per il bene ed il futuro della collettività.
da Argentina Severini
     ex-consigliere comunale 
 

martedì 2 dicembre 2014

Pugnaloni non passi alla storia per aver venduto il ciinema ai frati

'Pugnaloni non passi alla storia per essere il sindaco che ha venduto il Cinema Concerto'

immagineIn campagna elettorale ci fanno promesse di ogni tipo pur di convincerci a votarli. Una di quelle che andava più in voga era la difesa dei beni comuni… vi ricordate? Noi sì. Simone Pugnaloni era tra questi. Inoltre si vantava di voler cambiare Osimo. Ora che ne ha la possibilità, cosa fa? Entro la fine dell’anno vuole vendere il Cinema Concerto esattamente come avrebbero voluto fare le Liste Civiche. Ma scusate il Cinema Concerto non è un bene comune? Un bene che appartiene alla collettività? Certamente sì. E allora perché lui e la sua maggioranza lo vogliono vendere? Semplice, perché fanno promesse e non le mantengono. Ci prendono in giro, tutto qua. In campagna elettorale non hanno mai detto di volerlo fare, ma oggi lo vendono, incassano qualche soldo e poi quando li avranno spesi che cosa faranno? Probabilmente la cosa più semplice: venderanno qualcos’altro per fare cassa e tirare a campare. E “L’Altra Osimo con la sinistra” di Pasquinelli non aveva promesso di difendere i beni comuni? Sì, ma adesso sta con Pugnaloni.

Promesse, slogan, annunci, chiamateli come vi pare. Servono per farsi pubblicità, per farci abboccare, poi mica è detto che lo fanno. Renzi, l’idolo di Pugnaloni, è un maestro in questo. Prendiamo un esempio: l’emendamento “salva Pasquinelli” inserito all’ultimo momento nel consiglio comunale del 31 luglio 2014, (delibera n. 49, pagina 9 di 15 http://217.58.27.51/segreteria/segr01/consigori/0000000000492014C.pdf) col quale si stabiliva che chi acquistava l’immobile doveva ricavarci un auditorium (di quanti mq?) e stipulare una convenzione col Comune per garantirne anche un utilizzo pubblico.

Che fine farà questo emendamento? Eravamo già scettici all’epoca, ma in base all’evoluzione della vicenda e nonostante le recenti rassicurazioni del Sindaco, ci sembra impossibile che l’emendamento possa realisticamente essere applicato. “PRIVATO” deriva dal verbo “privare”.  Quindi chi acquista vuole (giustamente) farne l’uso che ritiene più opportuno e privare l’immobile della possibilità di essere utilizzato e gestito dal “pubblico”, quindi dalla collettività. E’ per questo che non bisogna vendere!

Il M5S Osimo ribadisce con forza che il Cinema Concerto è un bene comune, simbolo della Città, dal grande valore storico e sociale, che deve rimanere dei cittadini ed essere utilizzato come volano per contribuire a rilanciare il centro storico.

Gentile Sindaco, il messaggio che deve dare alle persone non è quello pessimistico di svendere tutto, diritti e beni comuni compresi, come il suo idolo Renzi, per tirare a campare sino a che non rimaniamo in mutande, ma di fiducia e coraggio attraverso l’applicazione di politiche serie e sistematiche che agiscano in maniera strutturale. Inoltre ci tiene proprio ad essere ricordato nei secoli come il Sindaco che ha venduto il Cinema Concerto? Un pezzo importante della storia della nostra Città? Veramente aspira a questo triste primato? Ci pensi bene e in ogni caso eviti di ripetere che sta dalla parte dei cittadini se appena può svende i beni comuni che appartengono a tutti noi.
Movimento 5 stelle

mercoledì 22 ottobre 2014

Maledetto Positivismo


-COMUNICATO STAMPA-

La ska-punk band dei LUCHASKALIENTES approda ad autunno 2014 proponendo il loro primo album “MALEDETTO POSITIVISMO"  pubblicato nella sua edizione da Out of Control Produzioni con la preziosa collaborazione di Rumagna Sgroza e Filottrano City Rockers Records. Si tratta di un album sincero, che viene dalla strada e che regala con umiltà all’ascoltatore un viaggio in un mondo di ideali e sogni che sembrano oggi svanire nella vacuità della realtà odierna, pervasa dal consumismo, dall’indifferenza e dal qualunquismo. L’album è pubblicato da Out Of Control Records ed è disponibile nei negozi di dischi (con particolare attenzione a quelli del settore) ed in tutti i digital stores (iTunes, Emusic, Amazon, ecc.) a partire da ottobre 2014.

PARTNERS:
FILOTTRANO CITY ROCKERS, MPTY ZINE, UNITED WE STAND EVENTS & PROMOTION, TOSCANA PUNK ROCK, PATCHANKA VIDEOMUSIC.
I LUCHASKALIENTES supportano "KNOW YOUR RIGHTS - Sicurezza sul lavoro"
Riferimenti web LUCHASKALIENTES:
Facebook: https://www.facebook.com/p…/Luchaskalientes/200748116619386…


-Comunicato  LUCHASKALIENTES-

Cari compagni, amici, parenti, fans e voi tutte, persone che state leggendo questo comunicato, ecc. ecc., possiamo dirvi che è giunto il momento di abbandonare i toni tenui ed enigmatici delle risposte alle quali vi eravate abituati per potervi finalmente dire: CE L’ABBIAMO FATTA.
E questa cosa che voi state leggendo proprio in questo momento è un vero “Comunicato”, di quelli che si trovano solo nei Grandi Magazzini della musica odierna, perché oggi l’importante è DIRE, cosa ancora non si sa bene, ma dirlo con enfasi… a dimostrazione che la nostra permeabilità alle necessità capitalistiche ha raggiunto a questo punto il culmine assoluto. È giunta l’ora di abbandonare le belle parole idealistiche che si usano in queste circostanze che hanno la sola funzione di generare in voi una sorta di pietà nei nostri riguardi, per abbracciare il più sfrontato pragmatismo, detto ciò COMPRATE QUESTO DISCO PERCHE’ E’ FIGHISSIMO. L’album è intitolato MALEDETTO POSITIVISMO ed è composto da nove tracce inedite. Inutile star qui ad elencarvi tutti i motivi per cui voi dovreste ascoltare il primo album dei LUCHASKALIENTES, già il fatto che ogni primo album è figo di per sé dovrebbe essere una motivazione sufficiente, be’ il nostro lo è ancora di più. Nove tracce piene di irriverenza, che se dovessimo accostarle a qualche pietanza o bevanda per accompagnarne l’ascolto vi consiglieremmo di accompagnare quest’album con le ripugnanze che vi mangiate tutti i giorni. Nove tracce piene anche di ambiguità, da giustificarne il titolo, che da una parte dovrebbe suscitare qualche dubbio in voi stessi, dall’altra ci relega su questa “Nave di Folli” senza via di scampo.

Il 16 ottobre è il 289º giorno del Calendario Gregoriano (il 290º negli anni bisestili). Mancano 76 giorni alla fine dell'anno; 1793 - La regina di Francia Maria Antonietta  viene ghigliottinata a Parigi; 1829 - In un ramo della linea ferroviaria Liverpool-Manchester si svolge la prima gara di velocità tra locomotive: vince la Rocket di sir George Stephenson; 1860 - A Locorotondo (cittadina in Provincia di Bari), viene trovata nelle campagne una icona Sacra raffigurante la Vergine Maria col Bambin Gesù; 1934 - I comunisti cinesi di Mao Zedong iniziano la Lunga marcia; 1943 - Deportazione dal Ghetto di Roma di 1022 ebrei verso il campo di concentramento di Auschwitz; 1946 - Dieci criminali di guerra nazisti della seconda guerra mondiale, condannati al processo di Norimberga, vengono giustiziati tramite impiccagione; 1968 - Gli atleti statunitensi Tommie Smith e John Carlos vengono espulsi dalla nazionale olimpica; 2014 - esce "MALEDETTO POSITIVISMO" un disco che cambiera' le generazioni future! Quindi Comprate!

giovedì 11 settembre 2014

Risposta a Buccelli

“Restiamo umani”. Questo motto, semplice e immenso, sottolinea un fatto fondamentale che l’indifferenza cinica e l’egoismo del nostro tempo tentano di cancellare, e cioè l’importanza di essere solidali con gli altri esseri umani. Il motto, diventato famoso in tutto il mondo nella sua versione inglese “Stay human”, è stato coniato da Vittorio Arrigoni, un attivista e pacifista italiano, promotore degli ideali della pace, della non violenza, della legalità e del dialogo interculturale, assassinato a Gaza nel 2011 all’età di 36 anni.
Vittorio è uno di quei personaggi che ci rende orgogliosi di essere italiani, a differenza di molti altri che purtroppo ci hanno reso lo zimbello dell’opinione pubblica mondiale, sdoganando l’immagine negativa dell’italietta succube, codarda e profittatrice. Fin dall’età di 20 anni Vittorio gira tutto il mondo: Africa, Libano, Europa dell’est, Medio Oriente, collaborando a progetti di solidarietà concreta per aiutare gli ultimi e i dimenticati. Nel 2008 arriva in Palestina dove solidarizza con il popolo palestinese difendendolo sia come attivista del ISM (International Solidarity Movement), sia col suo lavoro di reporter free lance durante l’aggressione militare denominata “Piombo fuso” da parte dell’esercito israeliano contro la popolazione civile di Gaza, unico testimone occidentale nella Striscia, tanto che il suo sito web divenne in quei giorni il più visitato in Italia, superando perfino quello di Beppe Grillo.

Proprio la sua testimonianza scomoda in difesa dei palestinesi e della Verità lo fece inserire a sua insaputa nella lista nera delle persone sgradite ad Israele e lo fece oggetto di esplicite minacce di morte da parte di un sito web vicino all’estrema destra filo-israeliana, che si concretizzarono purtroppo il 15 aprile del 2011. Perché Vittorio Arrigoni fece tutto questo? Un ragazzo italiano figlio di imprenditori brianzoli, che poteva avere praticamente tutto quello che voleva nella vita, perché decise di aiutare a rischio della sua stessa vita degli esseri umani vittime di violenze e atrocità, distanti geograficamente e culturalmente anni luce da lui?

Noi del Movimento 5 Stelle pensiamo di conoscere la risposta: di fronte a queste e a tutte le altre ingiustizie del mondo non si può e non si deve restare indifferenti né sentirsi frustrati e impotenti, perché rimanere immobili in silenzio significa essere complici, mentre mobilitarsi e dare forma concreta alla nostra legittima indignazione significa non far morire nel silenzio la nostra umanità. Iniziare a riflettere e a sensibilizzarci sulla tragedia palestinese e nello stesso tempo agire concretamente ad esempio con la raccolta farmaci che si sta promuovendo per Gaza in questi giorni ad Osimo, non significa fregarsene di quelle di casa nostra.
Esattamente al contrario, significa riconoscere il valore universale della solidarietà e la necessità di applicarla in tutti i campi del nostro vivere quotidiano, per recuperare quel senso di comunità e di aiuto reciproco anche e soprattutto a livello locale che la società moderna globalizzata e disumana vuole estirpare dalle nostre vite. La mozione sulla Palestina discussa nel Consiglio Comunale del 4 settembre 2014 aveva dunque questo scopo, e – contrariamente a quello che pensa Buccelli – è stato uno dei momenti più alti della vita politica della nostra città. Il più grande messaggio del cristianesimo dice: “ama il tuo prossimo”, non specificandone volutamente né la religione, né il colore della pelle, né la nazionalità, né la distanza geografica. Qualcuno lo spieghi a Buccelli.
da Movimento 5 Stelle Osimo

martedì 26 agosto 2014

Latini alle crociate

ANCONA – “Urgente e’ l’impegno umanitario e militare in Iraq contro le persecuzioni delle minoranze religiose cristiane e yazidi e per tutta la popolazione civile… sottoposta ad una inaudita violenza da parte degli Isis contro vecchi, donne e bambini e per i migliaia di profughi nella regione. E’ necessario un sostegno alle forze irachene che possa contrastare il terrorismo ma oltremodo importante chiedere all’Onu un intervento molto piu’ ampio”. E’ quanto dichiara il consigliere regionale Dino Latini, che ha presentato una mozione al presidente della giunta regionale sulla crisi in Iraq. Latini chiede al governatore di ”farsi promotore di azioni verso il Governo centrale affinche’ anche l’Italia dia il suo contributo per porre fine a queste incivili e barbarie persecuzioni al quale l’Iraq e’ da anni sottoposto, perche’ e’ il compito morale di ogni Paese civile basato sulla democrazia parlamentare. L’invio delle armi annunciato dal ministro per combattere sul campo i terroristi di Isis – conclude – deve avvenire nel pieno rispetto della risoluzione delle Nazioni Unite. Ma piu’ che un attivismo militare e’ indispensabile un intervento dell’Onu piu’ incisivo e diretto, determinante per porre fine alla guerra attraverso un’azione politica e diplomatica”

Va bene che non hai un cazzo da fare prima che Spacca decida se togliersi dalle palle o azzardare la lista alle prossime regionali, ma non ti occupare di cose che non conosci. Le minoranze sono già vittime dello scontro tra l'islam sunnita e sciita e dell'imperalismo occidentale che soffia sul fuoco e vuole installare i suoi satrapi. I soldi per le armi da inviare ai liberatori di oggi o "terroristi" di domani è meglio destinarli a combattere  la disoccupazione di massa.... Ozioso!

No alla caccia alle streghe

 

La tolleranza religiosa e la solidarietà sociale sono principi che la nostra Costituzione pone alla base di ogni convivenza pacifica e armoniosa. Per questo il Movimento 5 Stelle di Osimo esprime la propria ferma condanna alle dichiarazioni del responsabile di "Forza Osimo – Cdo" Alessandro Buccelli nei confronti dell’Associazione per la Pace sita in Via Brodolini sorta tra i membri della comunità musulmana residente ad Osimo (in gran parte lavoratori tunisini e marocchini perfettamente integrati nel nostro tessuto sociale).
Gravi, offensive e ovviamente del tutto infondate sono le insinuazioni e gli improbabili paragoni fatti da Buccelli tra l’associazione in questione che è dichiaratamente pacifica e ha finalità di devozione religiosa, e le infiltrazioni malavitose nel nostro territorio su cui invece bisogna effettivamente vigilare con attenzione. 
La caccia alle streghe e la fabbrica della paura non fanno altro che soffiare sul fuoco dell’intolleranza alimentando inutili tensioni di cui non abbiamo alcun bisogno, soprattutto ad Osimo dove i cittadini hanno da sempre dimostrato un alto livello di civiltà e di apertura, avendo dato vita in maniera spontanea nel corso degli anni ad un’ottima integrazione multiculturale con le comunità straniere.
Le insinuazioni di Buccelli fanno parte di una interpretazione sbagliata dell’attuale scenario di crisi che purtroppo sono condivise da tanti nostri concittadini (osimani e italiani). Lo stereotipo degli “stranieri che ci rubano i diritti e il lavoro” è alimentato ad arte da un sistema che cerca di nascondere ai cittadini la vera origine del problema e cioè la politica nazionale di feroce attacco e progressiva erosione dei diritti faticosamente conquistati dalle precedenti generazioni (come il diritto al lavoro, alla salute, all’educazione, alla casa).
La “guerra tra poveri” è quanto di più sbagliato si possa immaginare: il M5S Osimo per questo profonderà tutte le proprie energie per difendere e promuovere i diritti di tutti, (italiani e non), e per sensibilizzare i cittadini sulla necessità di una solidarietà condivisa che faccia fronte comune contro un sistema globale e una classe politica corrotta che sta cercando in tutti i modi di schiacciarci e di trasformarci in sudditi (non più cittadini), mettendoci l’uno contro l’altro e creando crescenti tensioni sociali

da Movimento 5 Stelle Osimo

venerdì 18 luglio 2014

mozione 5 stelle x Gaza

Invasione di Gaza via terra: il M5S Osimo presenta mozione urgente a sostegno del popolo palestinese


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APTOPIX Mideast Israel Palestinians
OSIMO – Il M5S Osimo ha depositato una mozione urgente a sostegno del popolo palestinese, poche ore prima l’invasione di Gaza via terra:
“Qualcuno fermi questo incubo. Rimanere immobili in silenzio significa sostenere il genocidio in corso. Urlate la vostra indignazione, in ogni capitale del mondo, in ogni città, in ogni piazza, sovrastate le nostre urla di dolore e terrore. C’è una parte di umanità che sta morendo in pietoso ascolto. Restiamo umani.” Così esortava Vittorio Arrigoni, eroico pacifista italiano attivista per i diritti umani, durante la mattanza di civili palestinesi a Gaza provocata dall’operazione militare “Piombo fuso” scatenata nel dicembre 2008 – gennaio 2009 dall’esercito israeliano. Arrigoni che si schierò in difesa dei palestinesi di Gaza e pagò il suo impegno civile in favore degli ultimi e dei dimenticati con la vita, aveva capito che non si può restare indifferenti né sentirsi impotenti di fronte a queste tragedie provocate da deliberate, ciniche, criminali scelte politiche. Proprio per questo è un preciso dovere di tutti noi intervenire, impegnandoci personalmente in tutte quelle situazioni (ovunque si verifichino nel mondo perché la famiglia umana non ha latitudini né confini), in cui esseri umani inermi – troppo spesso adolescenti e bambini -  sono vittime di violenze, atrocità e oppressione. Di fronte all’escalation di terrore e morte provocata dall’operazione “Confine protettivo” scatenata l’8 luglio 2014 sempre contro gli abitanti della Striscia di Gaza che ricorda purtroppo in tutte le sue forme la famigerata operazione “Piombo fuso”, il Movimento 5 Stelle di Osimo non è rimasto con le mani in mano. Abbiamo presentato una mozione d’urgenza al Consiglio Comunale del 17 luglio in cui oltre a chiedere ovviamente la condanna dei massacri della popolazione palestinese, abbiamo proposto di impegnare l’amministrazione comunale di Osimo in azioni concrete:
David Monticelli e Sara Andreoli, il gruppo consiliare di minoranza dei 5Stelle Osimo
David Monticelli e Sara Andreoli, il gruppo consiliare di minoranza dei 5Stelle Osimo
promuovere raccolta di fondi e/o materiale da destinare ai palestinesi colpiti;
informare e sensibilizzare adeguatamente i cittadini osimani sulla storia e sulle reali dinamiche del conflitto in corso;
organizzare nelle scuole una giornata di conoscenza e consapevolezza sul conflitto israelo-palestinese da ripetere negli anni;
promuovere la figura di Vittorio Arrigoni, un italiano la cui testimonianza di vita rappresenta motivo di orgoglio per tutti noi.
In un mondo in cui bisognerebbe abbattere i muri che ci dividono e che purtroppo continuano ancora ad essere costruiti, ed in cui sarebbe invece necessario creare ponti per unire i popoli e le culture, anche noi ci uniamo al grido di Vittorio Arrigoni: RESTIAMO UMANI!
Movimento 5 Stelle Osimo
Di seguito la nostra mozione presentata in Consiglio Comunale.
MOZIONE DI SOLIDARIETA’ COL POPOLO PALESTINESE
IL CONSIGLIO COMUNALE DI OSIMO
PREMESSO CHE
tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti: essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza, (Art. 1 Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo). E’ pertanto un dovere di tutti intervenire nelle situazioni in cui esseri umani inermi – qualunque sia la loro etnia, il loro credo politico o religioso – sono vittime della violenza, delle atrocità e delle catene dell’oppressione;
la tragica repressione e la violazione dei diritti umani del popolo Palestinese all’interno del conflitto israelo-palestinese, potrebbero produrre in tutti noi una sostanziale indifferenza oppure un senso profondo di dolorosa impotenza, ma di fronte al dramma di questo popolo non possiamo e non dobbiamo permetterci di essere indifferenti né sentirci frustrati e impotenti, perché rimanere immobili in silenzio significa essere complici, mentre mobilitarsi e dare forma concreta alla nostra legittima indignazione significa non far morire nel silenzio la nostra e la loro umanità;
noi italiani siamo tra gli occidentali il popolo geograficamente più vicino al mondo Arabo, al quale siamo legati da secoli di storia, cultura, commerci;
CONSIDERATO CHE
l’odierno dramma del popolo palestinese inizia nel 1948 con la tragedia umanitaria della loro diaspora, la nakba: più del 60% dei palestinesi furono espulsi dalle loro case e dalla loro patria dall’esercito del neo-costituito stato di Israele e furono costretti a rifugiarsi in campi profughi nei paesi limitrofi;
da allora il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha emesso decine e decine di risoluzioni con cui ha condannato o criticato la politica repressiva di Israele nei confronti dei palestinesi, ma tali risoluzioni sono state sempre violate o disattese;
attualmente i palestinesi nel mondo (escludendo gli 1,4 milioni che vivono all’interno dello stato di Israele) sono circa 11 milioni, di cui 3.700.000 nei Territori Palestinesi (Striscia di Gaza, Cisgiordania e Gerusalemme Est) e nella Striscia di Gaza vivono 1.645.000 persone in un territorio di appena 360 kmquadrati, rendendo la Striscia una delle zone più densamente popolate del pianeta;
a partire dal 2007 Gaza è di fatto un’immensa prigione a cielo aperto poiché da allora è sotto assedio delle forze armate israeliane con il tacito assenso dell’Egitto. Differentemente dalla forma più leggera dell’embargo, l’assedio (o blocco), impedisce rigorosamente l’ingresso di persone, merci e prodotti via terra, via aria o via mare, (prima del blocco Gaza riceveva 4.000 generi di merci che si sono ridotte a sole 120). Le conseguenze economiche e sociali dell’assedio sono gravissime: il 75% della popolazione è disoccupata, il 90% delle fabbriche è stato costretto a chiudere (secondo dati forniti dalla Camera di commercio Palestinese), e 36.000 famiglie vivono al di sotto della soglia di povertà (secondo l’UNRWA, l’agenzia dell’ONU per i rifugiati palestinesi).  Persino il Programma mondiale per l’alimentazione delle Nazioni Unite (WFP) ha fatto un appello sottolineando che la comunità internazionale dovrebbe avere come priorità la risoluzione della tragedia umanitaria a Gaza;
nel maggio 2010 il Free Gaza Movement, organizzazione internazionale di operatori umanitari, attivisti per i diritti umani  e giornalisti provenienti da tutto il mondo di cui fanno parte anche i premi Nobel per la pace Desmond Tutu e Mairead Corrigan, e il filosofo americano Noam Chomsky, ha organizzato una spedizione denominata Freedom Flotilla che ha tentato di forzare il blocco per portare aiuti umanitari e generi di prima necessità a Gaza, ma con un atto di pirateria da parte della marina militare israeliana le 8 navi della spedizione umanitaria sono state abbordate in acque internazionali e, in seguito all’uccisione di 9 volontari, sono state costrette a cambiare rotta non riuscendo così far giungere a destinazione gli aiuti;
l’operazione militare “Piombo fuso” (27/12/2008 – 18/01/2009) sferrata nella Striscia di Gaza dall’esercito e dalla marina israeliani con raid aerei, incursioni via terra, cannoni dal mare contro la popolazione gazawi ha provocato un massacro: 1.419 palestinesi uccisi, (l’85% erano civili disarmati dei quali il 30% bambini) e più di 5.300 feriti;
l’operazione militare israeliana attualmente in corso, iniziata l’8 luglio 2014 denominata “Protection Edge” (“Confine protettivo”) scatenata anche in questo caso indiscriminatamente contro i civili di Gaza, alla data del 16 luglio ha già provocato 209 morti di cui 24 donne e 39 bambini, ultimi dei quali 4 cuginetti tra i 9 e gli 11 anni uccisi proprio ieri nel porto di Gaza da un missile lanciato da una nave israeliana;
durante “Piombo fuso” l’esercito israeliano fece uso di armi non convenzionali vietate dal diritto internazionale come acclarato successivamente dall’ONU e dall’Osservatorio dei Diritti Umani, tra cui bombe al fosforo bianco ed esplosivi densi a metallo inerte (DIME) che contengono piombo e tungsteno e provocano mutamenti genetici nell’essere umano, oltre ad essere altamente cancerogeni;
Mads Gillbert, medico norvegese volontario presso l’ospedale Shifa (Gaza City) presente nella Striscia anche durante “Piombo fuso”, ha denunciato che quelle stesse armi vietate sono utilizzate anche in questi giorni nell’operazione “Confine protettivo”;
nella Striscia è in corso una grave emergenza umanitaria e sanitaria. Le strutture sanitarie sono in difficoltà con danneggiamenti ad ospedali, cliniche e centri per disabili. Mancano i farmaci salvavita e 470 tipi di materiali sterili e monouso, tra cui aghi, siringhe, cotone, disinfettanti, guanti e soprattutto sacche di sangue per i feriti. L’emergenza è confermata anche dallo staff dell’Unrwa che dichiara oltre 10.000 persone rifugiate presso le loro strutture a causa dei bombardamenti. Mancano i generi di prima necessità, nonché carburante per i generatori elettrici, le ambulanze e i mezzi di trasporto in generale. Più di 390 case sono state completamente rase al suolo, mentre quelle distrutte o fortemente danneggiate sono 10.500 oltre a 36 edifici scolastici;
SI IMPEGNA E IMPEGNA LA GIUNTA COMUNALE
affinché vengano raccolti fondi e/o materiale da destinare per scopi umanitari alla popolazione civile palestinese con particolare riguardo ai bambini, stante la situazione di estrema gravità umanitaria e sanitaria nella Striscia di Gaza;
ad adoperarsi concretamente affinché i cittadini osimani siano adeguatamente informati e sensibilizzati sulle dinamiche del conflitto in atto e sulle condizioni di vita nella Striscia e nei territori occupati, perché solo un cittadino correttamente informato è un cittadino libero;
a promuovere una giornata di conoscenza e consapevolezza sulla questione israelo-palestinese, nelle scuole medie e superiori in modo da informare gli studenti su quanto accade alle popolazioni e in particolare ai loro coetanei di quei luoghi, fornendo loro gli strumenti per permettere il formarsi di un pensiero critico, favorendo il dialogo ed il dibattito fra i ragazzi, utilizzando eventualmente le testimonianze dei giovani palestinesi residenti nella nostra città;
a stigmatizzare la costruzione iniziata nel 2002 e ormai ultimata del cosiddetto “muro della vergogna”, la barriera di700 kmche separa fisicamente e simbolicamente Israele dai territori palestinesi della Cisgiordania, e che segrega non solo il popolo palestinese, ma anche quello israeliano, poiché qualsiasi muro eretto in qualsiasi luogo del mondo è un’umiliazione per la dignità umana e uno sfregio alla naturale volontà dei popoli di vivere in pace, fratellanza e solidarietà;
a promuovere la figura eroica di Vittorio Arrigoni, pacifista e attivista italiano per i diritti umani, che si schierò in difesa dei palestinesi e visse tra loro a Gaza dal 2008 fino al giorno in cui fu assassinato il 15 aprile del 2011. Testimone scomodo, attivista determinato ad andare avanti e a rischiare sulla propria pelle per il riconoscimento ed il rispetto dei diritti umani, Vittorio non ha mai smesso di lottare per un diritto fondamentale: la libertà di sostenere gli ultimi e i dimenticati.