Invasione di Gaza via terra: il M5S Osimo presenta mozione urgente a sostegno del popolo palestinese

OSIMO – Il M5S Osimo ha depositato una mozione urgente a sostegno del
popolo palestinese, poche ore prima l’invasione di Gaza via terra:
“Qualcuno fermi questo incubo. Rimanere immobili in silenzio
significa sostenere il genocidio in corso. Urlate la vostra
indignazione, in ogni capitale del mondo, in ogni città, in ogni piazza,
sovrastate le nostre urla di dolore e terrore. C’è una parte di umanità
che sta morendo in pietoso ascolto. Restiamo umani.” Così esortava
Vittorio Arrigoni, eroico pacifista italiano attivista per i diritti
umani, durante la mattanza di civili palestinesi a Gaza provocata
dall’operazione militare “Piombo fuso” scatenata nel dicembre 2008 –
gennaio 2009 dall’esercito israeliano. Arrigoni che si schierò in difesa
dei palestinesi di Gaza e pagò il suo impegno civile in favore degli
ultimi e dei dimenticati con la vita, aveva capito che non si può
restare indifferenti né sentirsi impotenti di fronte a queste tragedie
provocate da deliberate, ciniche, criminali scelte politiche. Proprio
per questo è un preciso dovere di tutti noi intervenire, impegnandoci
personalmente in tutte quelle situazioni (ovunque si verifichino nel
mondo perché la famiglia umana non ha latitudini né confini), in cui
esseri umani inermi – troppo spesso adolescenti e bambini - sono
vittime di violenze, atrocità e oppressione. Di fronte all’escalation di
terrore e morte provocata dall’operazione “Confine protettivo”
scatenata l’8 luglio 2014 sempre contro gli abitanti della Striscia di
Gaza che ricorda purtroppo in tutte le sue forme la famigerata
operazione “Piombo fuso”, il Movimento 5 Stelle di Osimo non è rimasto
con le mani in mano. Abbiamo presentato una mozione d’urgenza al
Consiglio Comunale del 17 luglio in cui oltre a chiedere ovviamente la
condanna dei massacri della popolazione palestinese, abbiamo proposto di
impegnare l’amministrazione comunale di Osimo in azioni concrete:

David Monticelli e Sara Andreoli, il gruppo consiliare di minoranza dei 5Stelle Osimo
promuovere raccolta di fondi e/o materiale da destinare ai palestinesi colpiti;
informare e sensibilizzare adeguatamente i cittadini osimani sulla storia e sulle reali dinamiche del conflitto in corso;
organizzare nelle scuole una giornata di conoscenza e consapevolezza sul conflitto israelo-palestinese da ripetere negli anni;
promuovere la figura di Vittorio Arrigoni, un italiano la cui
testimonianza di vita rappresenta motivo di orgoglio per tutti noi.
In un mondo in cui bisognerebbe abbattere i muri che ci dividono e
che purtroppo continuano ancora ad essere costruiti, ed in cui sarebbe
invece necessario creare ponti per unire i popoli e le culture, anche
noi ci uniamo al grido di Vittorio Arrigoni: RESTIAMO UMANI!
Movimento 5 Stelle Osimo
Di seguito la nostra mozione presentata in Consiglio Comunale.
MOZIONE DI SOLIDARIETA’ COL POPOLO PALESTINESE
IL CONSIGLIO COMUNALE DI OSIMO
PREMESSO CHE
tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti:
essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso
gli altri in spirito di fratellanza, (Art. 1 Dichiarazione universale
dei diritti dell’uomo). E’ pertanto un dovere di tutti intervenire nelle
situazioni in cui esseri umani inermi – qualunque sia la loro etnia, il
loro credo politico o religioso – sono vittime della violenza, delle
atrocità e delle catene dell’oppressione;
la tragica repressione e la violazione dei diritti umani del popolo
Palestinese all’interno del conflitto israelo-palestinese, potrebbero
produrre in tutti noi una sostanziale indifferenza oppure un senso
profondo di dolorosa impotenza, ma di fronte al dramma di questo popolo
non possiamo e non dobbiamo permetterci di essere indifferenti né
sentirci frustrati e impotenti, perché rimanere immobili in silenzio
significa essere complici, mentre mobilitarsi e dare forma concreta alla
nostra legittima indignazione significa non far morire nel silenzio la
nostra e la loro umanità;
noi italiani siamo tra gli occidentali il popolo geograficamente più
vicino al mondo Arabo, al quale siamo legati da secoli di storia,
cultura, commerci;
CONSIDERATO CHE
l’odierno dramma del popolo palestinese inizia nel 1948 con la
tragedia umanitaria della loro diaspora, la nakba: più del 60% dei
palestinesi furono espulsi dalle loro case e dalla loro patria
dall’esercito del neo-costituito stato di Israele e furono costretti a
rifugiarsi in campi profughi nei paesi limitrofi;
da allora il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha emesso decine e
decine di risoluzioni con cui ha condannato o criticato la politica
repressiva di Israele nei confronti dei palestinesi, ma tali risoluzioni
sono state sempre violate o disattese;
attualmente i palestinesi nel mondo (escludendo gli 1,4 milioni che
vivono all’interno dello stato di Israele) sono circa 11 milioni, di cui
3.700.000 nei Territori Palestinesi (Striscia di Gaza, Cisgiordania e
Gerusalemme Est) e nella Striscia di Gaza vivono 1.645.000 persone in un
territorio di appena 360 kmquadrati, rendendo la Striscia una delle
zone più densamente popolate del pianeta;
a partire dal 2007 Gaza è di fatto un’immensa prigione a cielo aperto
poiché da allora è sotto assedio delle forze armate israeliane con il
tacito assenso dell’Egitto. Differentemente dalla forma più leggera
dell’embargo, l’assedio (o blocco), impedisce rigorosamente l’ingresso
di persone, merci e prodotti via terra, via aria o via mare, (prima del
blocco Gaza riceveva 4.000 generi di merci che si sono ridotte a sole
120). Le conseguenze economiche e sociali dell’assedio sono gravissime:
il 75% della popolazione è disoccupata, il 90% delle fabbriche è stato
costretto a chiudere (secondo dati forniti dalla Camera di commercio
Palestinese), e 36.000 famiglie vivono al di sotto della soglia di
povertà (secondo l’UNRWA, l’agenzia dell’ONU per i rifugiati
palestinesi). Persino il Programma mondiale per l’alimentazione delle
Nazioni Unite (WFP) ha fatto un appello sottolineando che la comunità
internazionale dovrebbe avere come priorità la risoluzione della
tragedia umanitaria a Gaza;
nel maggio 2010 il Free Gaza Movement, organizzazione internazionale
di operatori umanitari, attivisti per i diritti umani e giornalisti
provenienti da tutto il mondo di cui fanno parte anche i premi Nobel per
la pace Desmond Tutu e Mairead Corrigan, e il filosofo americano Noam
Chomsky, ha organizzato una spedizione denominata Freedom Flotilla che
ha tentato di forzare il blocco per portare aiuti umanitari e generi di
prima necessità a Gaza, ma con un atto di pirateria da parte della
marina militare israeliana le 8 navi della spedizione umanitaria sono
state abbordate in acque internazionali e, in seguito all’uccisione di 9
volontari, sono state costrette a cambiare rotta non riuscendo così far
giungere a destinazione gli aiuti;
l’operazione militare “Piombo fuso” (27/12/2008 – 18/01/2009)
sferrata nella Striscia di Gaza dall’esercito e dalla marina israeliani
con raid aerei, incursioni via terra, cannoni dal mare contro la
popolazione gazawi ha provocato un massacro: 1.419 palestinesi uccisi,
(l’85% erano civili disarmati dei quali il 30% bambini) e più di 5.300
feriti;
l’operazione militare israeliana attualmente in corso, iniziata l’8
luglio 2014 denominata “Protection Edge” (“Confine protettivo”)
scatenata anche in questo caso indiscriminatamente contro i civili di
Gaza, alla data del 16 luglio ha già provocato 209 morti di cui 24 donne
e 39 bambini, ultimi dei quali 4 cuginetti tra i 9 e gli 11 anni uccisi
proprio ieri nel porto di Gaza da un missile lanciato da una nave
israeliana;
durante “Piombo fuso” l’esercito israeliano fece uso di armi non
convenzionali vietate dal diritto internazionale come acclarato
successivamente dall’ONU e dall’Osservatorio dei Diritti Umani, tra cui
bombe al fosforo bianco ed esplosivi densi a metallo inerte (DIME) che
contengono piombo e tungsteno e provocano mutamenti genetici nell’essere
umano, oltre ad essere altamente cancerogeni;
Mads Gillbert, medico norvegese volontario presso l’ospedale Shifa
(Gaza City) presente nella Striscia anche durante “Piombo fuso”, ha
denunciato che quelle stesse armi vietate sono utilizzate anche in
questi giorni nell’operazione “Confine protettivo”;
nella Striscia è in corso una grave emergenza umanitaria e sanitaria.
Le strutture sanitarie sono in difficoltà con danneggiamenti ad
ospedali, cliniche e centri per disabili. Mancano i farmaci salvavita e
470 tipi di materiali sterili e monouso, tra cui aghi, siringhe, cotone,
disinfettanti, guanti e soprattutto sacche di sangue per i feriti.
L’emergenza è confermata anche dallo staff dell’Unrwa che dichiara oltre
10.000 persone rifugiate presso le loro strutture a causa dei
bombardamenti. Mancano i generi di prima necessità, nonché carburante
per i generatori elettrici, le ambulanze e i mezzi di trasporto in
generale. Più di 390 case sono state completamente rase al suolo, mentre
quelle distrutte o fortemente danneggiate sono 10.500 oltre a 36
edifici scolastici;
SI IMPEGNA E IMPEGNA LA GIUNTA COMUNALE
affinché vengano raccolti fondi e/o materiale da destinare per scopi
umanitari alla popolazione civile palestinese con particolare riguardo
ai bambini, stante la situazione di estrema gravità umanitaria e
sanitaria nella Striscia di Gaza;
ad adoperarsi concretamente affinché i cittadini osimani siano
adeguatamente informati e sensibilizzati sulle dinamiche del conflitto
in atto e sulle condizioni di vita nella Striscia e nei territori
occupati, perché solo un cittadino correttamente informato è un
cittadino libero;
a promuovere una giornata di conoscenza e consapevolezza sulla
questione israelo-palestinese, nelle scuole medie e superiori in modo da
informare gli studenti su quanto accade alle popolazioni e in
particolare ai loro coetanei di quei luoghi, fornendo loro gli strumenti
per permettere il formarsi di un pensiero critico, favorendo il dialogo
ed il dibattito fra i ragazzi, utilizzando eventualmente le
testimonianze dei giovani palestinesi residenti nella nostra città;
a stigmatizzare la costruzione iniziata nel 2002 e ormai ultimata del
cosiddetto “muro della vergogna”, la barriera di700 kmche separa
fisicamente e simbolicamente Israele dai territori palestinesi della
Cisgiordania, e che segrega non solo il popolo palestinese, ma anche
quello israeliano, poiché qualsiasi muro eretto in qualsiasi luogo del
mondo è un’umiliazione per la dignità umana e uno sfregio alla naturale
volontà dei popoli di vivere in pace, fratellanza e solidarietà;
a promuovere la figura eroica di Vittorio Arrigoni, pacifista e
attivista italiano per i diritti umani, che si schierò in difesa dei
palestinesi e visse tra loro a Gaza dal 2008 fino al giorno in cui fu
assassinato il 15 aprile del 2011. Testimone scomodo, attivista
determinato ad andare avanti e a rischiare sulla propria pelle per il
riconoscimento ed il rispetto dei diritti umani, Vittorio non ha mai
smesso di lottare per un diritto fondamentale: la libertà di sostenere
gli ultimi e i dimenticati.