venerdì 11 aprile 2014

Iniziativa 5 stelle con Nino Galloni



Il brivido nella schiena che ha preso il rappresentante della Cna al sentire le enunciazioni del professor Galloni sulla opportunità di uscire dall’Euro  è meno comprensibile della presa d’atto che dovrebbe realizzare su quante imprese ed artigiani hanno chiuso dopo l’introduzione della moneta unica. Durante l’iniziativa organizzata dal M5S l’economista, figlio dell’ex ministro democristiano  ed allievo di Federico Caffè, ha ribadito il suo impianto fondamentalmente Keynesiano che ha il merito di porre, pur da posizioni moderate, la questione della sovranità monetaria e della irrisibilità di soluzioni come quelle renziane che, dietro la superficie dell’attacco ai privilegi ed alla burocrazia, non vanno ad attaccare la crisi con soluzioni strutturali . Tuttavia non ci convincono neanche le soluzioni prospetta teda Galloni, sia rispetto alla valutazione generale della crisi che rispetto alla riduzione di impatto negativo della fuoriuscita che avrebbe il ricorso ad una seconda moneta, tipo voucher locale. E se è giusta quanto scontata la sua obiezione sulla decrescita, riguardante il tasso demografico che si dovrebbe abbassare per  andare in quella direzione, ciò non basta a liquidarla come insostenibile, ne a pensare che un rilancio dal lato della domanda possa garantire nuovamente tassi di crescita, sul livello degli anni precedenti la finanziarizzazione dell’economia globalizzata e gli alti rendimenti dei titoli. Alla base c’è una valutazione secondo noi errata delle cause profonde della crisi, che non vanno ricondotte ad un sottoimpiego dei fattori produttivi ed al sottoconsumo ma, nell’essenziale,  alla sovrapproduzione assoluta di capitali e di merci; tanto la finanziarizzazione quanto il darwinismo dei mercati sono una delle forme di distruzione delle eccedenze. L’altra, storicamente fondata, sta bussando pericolosamente ai confini dell’Unione Europea con le pressioni atlantiche verso la Russia.
In  generale riteniamo che non vi siano le condizioni strutturali, specialmente a livello europeo, per politiche di espansione della domanda e di intervento pubblico indirizzate ad un capitalismo sostenibile; la uscita dalla moneta unica non sarà indolore (per quanto necessaria) e dovrà accompagnarsi a misure di socialismo sostenibile e di formazione di nuove alleanze commerciali e diplomatiche volte a creare un mercato alternativo all’attuale mercato comune europeo, specialmente oggi che è indirizzato al trattato di libero scambio con quello USA. La valutazione di una uscita soft o addirittura concordata dalla Zona euro non tiene conto, com’è tipico degli economisti, delle questioni politiche e geopolitiche collegate alla moneta e quanto l’euro sia diventato uno strumento di dominio, di concentrazione di capitali nel centro -nord Europa e di spoliazione sistematica dei popoli euro mediterranei. Ne deriva una sottovalutazione degli effetti sulla bilancia commerciale per quanto attiene, soprattutto, all’approvvigionamento di energia e materie prime da parte di una moneta svalutata che difficilmente sarebbe compensata dalla competitività riacquistata sulle esportazioni ; se poi in tali settori si andasse a compensare i maggiori costi di produzione scaricandoli sui salari i lavoratori potrebbero trovarsi dalla padella alla brace. Sarà quindi indispensabile predisporre politiche economiche di piano, a forte direzione pubblica e costruire parallelamente fronti politici e commerciali alternativi. Perplessità ci provoca anche la prospettiva della moneta-voucher che dovrebbe avere corso locale e coesistere con l’euro oggi e domani con una valuta nazionale svalutata. E’ plausibile immaginare che una soluzione simile andrebbe a coprire fondamentalmente attività di servizio ma ci troviamo di fronte da molti anni ad una terziarizzazione dell’economia, come ben sanno alla Cna, che amplierebbe di molto l’area di questa forma non convenzionale di pagamento e credito; inoltre perfino per attività di carattere assistenziale, poniamo la cura degli anziani da Buttari o a domicilio, servono i riscaldamenti e l’energia non te la danno in conto vaucher, a meno che non lo fai con qualcuno con cui realizzi scambi convenzionati ad alto contenuto politico e relativamente scarsa convenienza economica.
Insomma per uscire dalla tempesta euro la rotta non è verso un nuovo Keynesismo ma verso un nuovo socialismo
Lotta di Unità proletaria

martedì 8 aprile 2014

Dopo la presentazione del candidato a sindaco Fabio Pasquinelli, ora tocca alla lista dei 24 candidati per l'Altra Osimo con la Sinistra. Ecco i nomi, rigorosamente divisi a metà tra uomini e donne: Cittadini Sandro, Balestra Rossana, Bartoli Franca, Bianchetti Nerina, Calistri Mauro, Cappella Vania, Carteletti Monica, Catena Carlo, Cintioli Edoardo, Coletta Roberta, Coppari Marisa, Farinelli Mario, Ficosecco Monica, Gaetani Ottavia, Gioacchini Giorgio, Glorio Michela, Lasca Paolo, Pierpaoli Enzo, Possanzini Fabio, Renzulli Pietro, Taborro Valeria, Torriani Antonio, Tufano Gianfranco, Vitale Luca.

"I nomi che sosterranno L'Altra Osimo e la mia candidatura - afferma Pasquinelli - sono tutti rappresentativi delle grandi battaglie per il lavoro, l'ambiente e i beni comuni che la sinistra osimana ha condotto in questi anni, spesso da sola, contro il malgoverno delle liste civiche.

Sono i volti dei tanti cittadini che hanno subito l'inattività e l'indifferenza della giunta Simoncini di fronte alla crisi economica e che si mettono ora a disposizione per un progetto di grande cambiamento, coerentemente di sinistra, in continuità con l'esperienza di Marche democratiche che alle ultime regionali candidò Massimo Rossi e con il percorso dell'Assemblea sociale delle scorse comunali. Perché oggi più che mai, la devastazione del territorio, la crescente povertà, il crollo della qualità dei servizi, dimostrano che quelle battaglie che conduciamo da sempre erano e sono giuste".

incontro con l'economista Nino Galloni

In considerazione del particolare periodo storico che stiamo attraversando, dove le PMI (Piccole Medie Imprese) debbono dar fondo a tutte le proprie  energie finanziarie per fronteggiare una crisi economica martellante, in cui  anche i lavoratori dipendenti  stanno avendo serie preoccupazioni per il mantenimento del proprio posto di lavoro, il
Movimento 5 Stelle di Osimo ha organizzato i seguenti due incontri: 

Venerdì 11 aprile alle ore 21.30 sala Astea, via del Guazzatore incontro con le piccole e medie imprese per trovare insieme soluzioni alla crisi. Interverranno David Monticelli, candidato a sindaco M5S ed il professor Nino Galloni, economista che relazionerà su "industrie: euro, finanza o sviluppo?"
Sabato 12 aprile alle ore 10.30 sala Astea, via del Guazzatore incontro con i lavoratori per trovare insieme soluzioni alla crisi. interviene Nino Galloni con una relazione su "lavoro: capitalismo sostenibile o nuovi modelli economici"
Durante le due occasioni  di incontro, verranno dibattute le problematiche e le esigenze degli Imprenditori e dei lavoratori, con conseguente illustrazione del Programma del M5S di Osimo riguardante tutto il territorio della Città di Osimo.
Considerata la particolare importanza degli incontri e la partecipazione agli stessi dell'Economista Prof. Nino Galloni (
http://it.wikipedia.org/wiki/Nino_Galloni)


TUTTA LA CITTADINANZA E' INVITATA a partecipare.  


Simone Bompadre



 

venerdì 4 aprile 2014

se dobbiamo essere arrestati vogliamo che sia fatto da poliziotti osimani (magari x gli interrogatori meglio che non siano del sap)

 (dagli amici del M5S)

OSIMO: GAME OVER!
Questo dovremmo scrivere nei segnali stradali all’ingresso della nostra città se il tentativo di chiusura del Commissariato di Polizia dovesse andare in porto.
L’incontro coi rappresentanti del Sindacato Autonomo di Polizia, avvenuto nella nostra Sede di Via San Francesco, ci ha lasciato con qualcosa di peggio del classico “amaro in bocca”: il senso di una profonda desolazione e di un’altrettanto profonda preoccupazione. Il progetto ministeriale concordato con il capo della Polizia Pansa, su quattro commissariati della provincia di Ancona (Senigallia, Jesi, Fabriano e Osimo) guarda caso prevede la chiusura proprio di quest’ultimo: l’ennesimo colpo, questa volta mortale, che si intende portare non solo ai servizi nella nostra città, ma ad un bacino d’utenza che si estende ben oltre il territorio comunale, essendo vitali per tutta la Val Musone.
I 35 lavoratori del commissariato osimano svolgono servizi di pattuglia, ordine pubblico, rilascio passaporti, permessi di soggiorno, porto d’armi, servizi di controllo amministrativo e di polizia giudiziaria. Servono dai 4.000 ai 5.000 utenti al mese, generando anche un discreto indotto per il commercio agonizzante del nostro centro storico. Con la chiusura dovremmo dire addio a tutto questo e soprattutto a quella presenza rassicurante che da sola spesso basta a dissuadere le cattive intenzioni dei malviventi, che già si fregano le mani per la gioia di sapere che presto ad Osimo avranno campo libero. Solo i Carabinieri rimarrano a svolgere il servizio di pattuglia in un territorio vastissimo, di fatto dimezzando la presenza delle forze dell’ordine in Val Musone. Ma c’è di più! Anche il nucleo di Polizia Stradale di Porto Recanati è nel mirino del progetto ministeriale di chiusura, per cui nell’area che va dall’arco degli Angeli (“Colonne d’Ercole”) fino alla città di Macerata, non ci sarà più alcuna presenza della Polizia di Stato!
“Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole”, diceva Virgilio a Caronte nel Terzo Canto dell’Inferno. E forse in un vero e proprio inferno qualcuno vuole trasformare una città un tempo apprezzata e conosciuta in tutta Italia: prima abbandonando deliberatamente al degrado e ad una lenta agonia l’Ospedale, e adesso addirittura paventando la chiusura del Commissariato. L’isolazionismo delle Liste Civiche e il cinismo del PD Regionale (Pronto Pugnaloni?! Batti un colpo!) hanno creato una situazione in cui Osimo e la Val Musone vengono sistematicamente tartassate in una maniera che è diventata ormai inaccettabile.
L’Italia è in braghe di tela e sta affondando, ma dal ponte di comando gli Schettino di turno ancora trasmettono messaggi rassicuranti. La responsabilità di questo sfacelo è della vecchia classe politica che, sia a livello nazionale sia a livello locale, non vuol andarsene e ha la faccia tosta di millantare soluzioni ai problemi che lei stessa ha creato. Dopo la dura reazione dei sindacati della Polizia, il Ministero dell’Interno potrebbe aver aperto una possibilità: il Commissariato di Osimo che costa appena 80.000 – 90.000 euro l’anno potrà forse restare aperto se si abbattono questi costi. Povera Italia! Siamo talmente disastrati che una spesa minima come questa per un servizio così importante, è diventata un problema. Proprio per questo, conoscendo bene i protagonisti della vecchia politica, pensiamo che la loro presunta apertura sia in realtà un bluff, più che altro un tentativo di prendere tempo in vista delle elezioni, per poi rimangiarsi la parola.
Staremo a vedere. Noi intanto, oltre ad esprimere tutta la nostra solidarietà ai poliziotti di Osimo (e a noi stessi come cittadini bistrattati!) vigileremo attentamente sulla questione, informando gli osimani, molti dei quali sono ancora ignari  di questo ennesimo scempio, con una campagna informativa che stiamo organizzando proprio in questi giorni.
Osimani: restate sintonizzati, ma soprattutto cominciate a partecipare e a coinvolgervi attivamente nella vita politica della nostra città e nella gestione della cosa pubblica, altrimenti tra poco ci tolgono pure le mutande!
#Osimostiamoarrivando
Osimo 5 Stelle

giovedì 27 marzo 2014

L'ospedale di Osimo chiude. Ecco chi veramente l'ha voluto

Cari cittadini osimani, la politica si arroga il diritto di decidere sulla salute dei cittadini osimani e di tutta la Valmusone! Hanno deciso che Osimo dovrà fare a meno dei Primari di Pneumologia, Chirurgia e Medicina, dopo aver di fatto tolto quelli di Urologia e Ginecologia nell’attesa della nascita del nuovo polo ospedaliero all’Aspio, il cui inizio dei lavori è ancora lontano dall’avvenire.
Il tutto gravato anche da carenze organiche e strutturali (mancanza di infermieri in Pronto Soccorso, mancanza di ginecologi ed ostetriche in Ostetricia e ginecologia, precariato pluriennale in diversi reparti con ovvia migrazione dei professionisti non appena si presenti un’altra possibilità lavorativa) sopperite ove possibile dalla grande dedizione, professionalità e senso del dovere del personale in servizio. Questi politici, cari cittadini, vi chiederanno il voto alle amministrative quest’anno e alle Regionali il prossimo anno!
Prima di votare, però ricordatevi che le cose succedono perché qualcuno lo decide e perché altri non si oppongono. Le scelte politiche sono state prese dalla Giunta del Presidente Spacca (PD) che evidentemente non è stato soddisfatto delle migliaia di preferenze prese ad Osimo alle ultime regionali del 2010! Se l’Ospedale chiude, l’ha deciso il PD! Il secondo attore politico su cui puntare il faro delle responsabilità è “palaDino” Latini, che ha appoggiato la candidatura di Spacca a Presidente Regionale nel 2010 dietro la promessa di un accordo per il potenziamento dell’Ospedale nel 2009 totalmente disatteso, ma che ha la responsabilità (come lui stesso ammette in questo comunicato, con buona pace del Sindaco Simoncini che aveva detto di aver letto molte inesattezze nella nostra analisi sull’Ospedale…) di aver preferito la sua personale sopravvivenza politica all’interno della maggioranza con la speranza di garantirsi un posto al sole nel futuro, con la difesa dei diritti dei cittadini che gli hanno permesso di sedere in quella poltrona ben pagato da noi contribuenti.
La proposta inaccettabile di un Ospedale privato è la banale scappatoia, il fumo negli occhi dei cittadini che si fidano di lui, messa in atto da chi si rende conto di aver messo la propria ambizione politica al primo posto rispetto alla rappresentanza dei diritti basilari degli osimani. E adesso che le strade per lui in Regione si fanno sempre più anguste per trovare un posto al sole alle prossime elezioni regionali del 2015, vuoi vedere che forse si ripresenterà alle Comunali come candidato Sindaco?
Se l’Ospedale di Osimo chiude, è perché Latini ha continuato ad appoggiare la maggioranza PD in Regione! Il terzo NON-attore politico è il candidato Sindaco del PD Simone Pugnaloni, che si trova nella spiacevole condizione di dover far sentire la propria voce all’interno di un partito con gerarchie, correnti politiche e interessi di potere più grandi di lui. Ricapitoliamo cosa ha detto su questo tema… mmmh, aspettate, dunque… drive-in, Corridoni, start-up… no, come si dice quando un giocatore che aspira ad essere protagonista rimane in panchina e non entra in partita: NON ENTRATO! I cittadini osimani hanno diritto ad un servizio sanitario pubblico efficiente e qualificato, al pari di tutti i cittadini italiani. Ricordatevelo quando questi professionisti della parola vi chiederanno di mettere la crocetta.

Movimento 5 Stelle

sabato 22 marzo 2014

 Parte all’insegna della partecipazione il progetto della sinistra osimana, presentato venerdì sera alla sala Astea dal candidato a sindaco Fabio Pasquinelli. A tenere a battesimo la lista “L’Altra Osimo” molti candidati – dall’ex consigliere Sandro Cittadini a Nerina Bianchetti, dal membro della Rsu Roal Marisa Coppari al giovanissimo Pietro Renzulli – ma anche tanti protagonisti delle battaglie sociali degli ultimi anni come, Alberto Orioli del Comitato per l’acqua pubblica, Angelo Marini del Comitato No Prg e l’ex parlamentare Luigi Giacco. Nomi che fanno chiaramente intendere gli obiettivi del progetto, fare uscire Osimo dalla crisi investendo su tre priorità: lavoro, ambiente e beni comuni.  “Nella nostra città – ha detto Pasquinelli – la crisi economica è diventata crisi sociale e politica a causa dell’inerzia della giunta Simoncini. L’aumento esponenziale della disoccupazione, le delocalizzazioni, la chiusura di tanti esercizi commerciali hanno prodotto l’incremento della povertà. Oggi siamo gli unici ad avere un programma che dice chiaramente le cose da fare. Per esempio, esistono legge regionali fatte dalla sinistra per disincentivare le delocalizzazioni che sono state accantonate, guarda caso, dopo l’alleanza regionale tra il Pd, l’Udc e le Liste civiche. Il Comune, anziché perdersi in sterili polemiche, può e deve agire nei confronti della Regione affinché quegli strumenti vengano rifinanziati. Così come può agire direttamente per agevolare l’accesso al credito per chi vuole investire nel territorio su ricerca e innovazione”. Tra le proposte indicate da “L’Altra Osimo” anche l’istituzione di un reddito di cittadinanza indiretto mediante agevolazioni tariffarie e servizi gratuiti per disoccupati, precari e pensionati con la minima. Su ambiente e urbanistica la parola d’ordine è stralcio dell’attuale piano regolatore, stop al consumo di suolo, interventi di ristrutturazione e riqualificazione ecologica per offrire risposte concrete all’emergenza abitativa, ripristino dell’uso agricolo dei terreni edificabili, blocco delle lottizzazioni. “Ovviamente – conclude Pasquinelli – interverremo affinché sia rispettata la volontà espressa dai cittadini con i referendum del 2011 su acqua e beni comuni. L’obiettivo è la ri-pubblicizzazione dei servizi essenziali e un progetto rifiuti zero finalizzato a incentivare il riuso dei materiali
Conclusione di Fabio Pasquinelli — presso Sala Astea, Osimo.