lunedì 29 settembre 2014
sabato 27 settembre 2014
giovedì 11 settembre 2014
Risposta a Buccelli
“Restiamo umani”. Questo
motto, semplice e immenso, sottolinea un fatto fondamentale che
l’indifferenza cinica e l’egoismo del nostro tempo tentano di
cancellare, e cioè l’importanza di essere solidali con gli altri esseri
umani. Il motto, diventato famoso in tutto il mondo nella sua versione
inglese “Stay human”, è stato coniato da Vittorio Arrigoni, un attivista
e pacifista italiano, promotore degli ideali della pace, della non
violenza, della legalità e del dialogo interculturale, assassinato a
Gaza nel 2011 all’età di 36 anni.
Vittorio è uno di quei personaggi che ci rende orgogliosi di essere italiani, a differenza di molti altri che purtroppo ci hanno reso lo zimbello dell’opinione pubblica mondiale, sdoganando l’immagine negativa dell’italietta succube, codarda e profittatrice. Fin dall’età di 20 anni Vittorio gira tutto il mondo: Africa, Libano, Europa dell’est, Medio Oriente, collaborando a progetti di solidarietà concreta per aiutare gli ultimi e i dimenticati. Nel 2008 arriva in Palestina dove solidarizza con il popolo palestinese difendendolo sia come attivista del ISM (International Solidarity Movement), sia col suo lavoro di reporter free lance durante l’aggressione militare denominata “Piombo fuso” da parte dell’esercito israeliano contro la popolazione civile di Gaza, unico testimone occidentale nella Striscia, tanto che il suo sito web divenne in quei giorni il più visitato in Italia, superando perfino quello di Beppe Grillo.
Proprio la sua testimonianza scomoda in difesa dei palestinesi e della Verità lo fece inserire a sua insaputa nella lista nera delle persone sgradite ad Israele e lo fece oggetto di esplicite minacce di morte da parte di un sito web vicino all’estrema destra filo-israeliana, che si concretizzarono purtroppo il 15 aprile del 2011. Perché Vittorio Arrigoni fece tutto questo? Un ragazzo italiano figlio di imprenditori brianzoli, che poteva avere praticamente tutto quello che voleva nella vita, perché decise di aiutare a rischio della sua stessa vita degli esseri umani vittime di violenze e atrocità, distanti geograficamente e culturalmente anni luce da lui?
Noi del Movimento 5 Stelle pensiamo di conoscere la risposta: di fronte a queste e a tutte le altre ingiustizie del mondo non si può e non si deve restare indifferenti né sentirsi frustrati e impotenti, perché rimanere immobili in silenzio significa essere complici, mentre mobilitarsi e dare forma concreta alla nostra legittima indignazione significa non far morire nel silenzio la nostra umanità. Iniziare a riflettere e a sensibilizzarci sulla tragedia palestinese e nello stesso tempo agire concretamente ad esempio con la raccolta farmaci che si sta promuovendo per Gaza in questi giorni ad Osimo, non significa fregarsene di quelle di casa nostra.
Esattamente al contrario, significa riconoscere il valore universale della solidarietà e la necessità di applicarla in tutti i campi del nostro vivere quotidiano, per recuperare quel senso di comunità e di aiuto reciproco anche e soprattutto a livello locale che la società moderna globalizzata e disumana vuole estirpare dalle nostre vite. La mozione sulla Palestina discussa nel Consiglio Comunale del 4 settembre 2014 aveva dunque questo scopo, e – contrariamente a quello che pensa Buccelli – è stato uno dei momenti più alti della vita politica della nostra città. Il più grande messaggio del cristianesimo dice: “ama il tuo prossimo”, non specificandone volutamente né la religione, né il colore della pelle, né la nazionalità, né la distanza geografica. Qualcuno lo spieghi a Buccelli.
da Movimento 5 Stelle Osimo
Vittorio è uno di quei personaggi che ci rende orgogliosi di essere italiani, a differenza di molti altri che purtroppo ci hanno reso lo zimbello dell’opinione pubblica mondiale, sdoganando l’immagine negativa dell’italietta succube, codarda e profittatrice. Fin dall’età di 20 anni Vittorio gira tutto il mondo: Africa, Libano, Europa dell’est, Medio Oriente, collaborando a progetti di solidarietà concreta per aiutare gli ultimi e i dimenticati. Nel 2008 arriva in Palestina dove solidarizza con il popolo palestinese difendendolo sia come attivista del ISM (International Solidarity Movement), sia col suo lavoro di reporter free lance durante l’aggressione militare denominata “Piombo fuso” da parte dell’esercito israeliano contro la popolazione civile di Gaza, unico testimone occidentale nella Striscia, tanto che il suo sito web divenne in quei giorni il più visitato in Italia, superando perfino quello di Beppe Grillo.
Proprio la sua testimonianza scomoda in difesa dei palestinesi e della Verità lo fece inserire a sua insaputa nella lista nera delle persone sgradite ad Israele e lo fece oggetto di esplicite minacce di morte da parte di un sito web vicino all’estrema destra filo-israeliana, che si concretizzarono purtroppo il 15 aprile del 2011. Perché Vittorio Arrigoni fece tutto questo? Un ragazzo italiano figlio di imprenditori brianzoli, che poteva avere praticamente tutto quello che voleva nella vita, perché decise di aiutare a rischio della sua stessa vita degli esseri umani vittime di violenze e atrocità, distanti geograficamente e culturalmente anni luce da lui?
Noi del Movimento 5 Stelle pensiamo di conoscere la risposta: di fronte a queste e a tutte le altre ingiustizie del mondo non si può e non si deve restare indifferenti né sentirsi frustrati e impotenti, perché rimanere immobili in silenzio significa essere complici, mentre mobilitarsi e dare forma concreta alla nostra legittima indignazione significa non far morire nel silenzio la nostra umanità. Iniziare a riflettere e a sensibilizzarci sulla tragedia palestinese e nello stesso tempo agire concretamente ad esempio con la raccolta farmaci che si sta promuovendo per Gaza in questi giorni ad Osimo, non significa fregarsene di quelle di casa nostra.
Esattamente al contrario, significa riconoscere il valore universale della solidarietà e la necessità di applicarla in tutti i campi del nostro vivere quotidiano, per recuperare quel senso di comunità e di aiuto reciproco anche e soprattutto a livello locale che la società moderna globalizzata e disumana vuole estirpare dalle nostre vite. La mozione sulla Palestina discussa nel Consiglio Comunale del 4 settembre 2014 aveva dunque questo scopo, e – contrariamente a quello che pensa Buccelli – è stato uno dei momenti più alti della vita politica della nostra città. Il più grande messaggio del cristianesimo dice: “ama il tuo prossimo”, non specificandone volutamente né la religione, né il colore della pelle, né la nazionalità, né la distanza geografica. Qualcuno lo spieghi a Buccelli.
da Movimento 5 Stelle Osimo
martedì 26 agosto 2014
Latini alle crociate
ANCONA – “Urgente e’ l’impegno umanitario e militare in Iraq contro le
persecuzioni delle minoranze religiose cristiane e yazidi e per tutta la
popolazione civile… sottoposta
ad una inaudita violenza da parte degli Isis contro vecchi, donne e
bambini e per i migliaia di profughi nella regione. E’ necessario un
sostegno alle forze irachene che possa contrastare il terrorismo ma
oltremodo importante chiedere all’Onu un intervento molto piu’ ampio”.
E’ quanto dichiara il consigliere regionale Dino Latini, che ha
presentato una mozione al presidente della giunta regionale sulla crisi
in Iraq. Latini chiede al governatore di ”farsi promotore di azioni
verso il Governo centrale affinche’ anche l’Italia dia il suo contributo
per porre fine a queste incivili e barbarie persecuzioni al quale
l’Iraq e’ da anni sottoposto, perche’ e’ il compito morale di ogni Paese
civile basato sulla democrazia parlamentare. L’invio delle armi
annunciato dal ministro per combattere sul campo i terroristi di Isis –
conclude – deve avvenire nel pieno rispetto della risoluzione delle
Nazioni Unite. Ma piu’ che un attivismo militare e’ indispensabile un
intervento dell’Onu piu’ incisivo e diretto, determinante per porre fine
alla guerra attraverso un’azione politica e diplomatica”
Va bene che non hai un cazzo da fare prima che Spacca decida se togliersi dalle palle o azzardare la lista alle prossime regionali, ma non ti occupare di cose che non conosci. Le minoranze sono già vittime dello scontro tra l'islam sunnita e sciita e dell'imperalismo occidentale che soffia sul fuoco e vuole installare i suoi satrapi. I soldi per le armi da inviare ai liberatori di oggi o "terroristi" di domani è meglio destinarli a combattere la disoccupazione di massa.... Ozioso!
Va bene che non hai un cazzo da fare prima che Spacca decida se togliersi dalle palle o azzardare la lista alle prossime regionali, ma non ti occupare di cose che non conosci. Le minoranze sono già vittime dello scontro tra l'islam sunnita e sciita e dell'imperalismo occidentale che soffia sul fuoco e vuole installare i suoi satrapi. I soldi per le armi da inviare ai liberatori di oggi o "terroristi" di domani è meglio destinarli a combattere la disoccupazione di massa.... Ozioso!
No alla caccia alle streghe
La tolleranza religiosa e la solidarietà sociale sono principi che la nostra Costituzione pone alla base di ogni convivenza pacifica e armoniosa. Per questo il Movimento 5 Stelle di Osimo esprime la propria ferma condanna alle dichiarazioni del responsabile di "Forza Osimo – Cdo" Alessandro Buccelli nei confronti dell’Associazione per la Pace sita in Via Brodolini sorta tra i membri della comunità musulmana residente ad Osimo (in gran parte lavoratori tunisini e marocchini perfettamente integrati nel nostro tessuto sociale).
Gravi, offensive e ovviamente del tutto
infondate sono le insinuazioni e gli improbabili paragoni fatti da
Buccelli tra l’associazione in questione che è dichiaratamente pacifica e
ha finalità di devozione religiosa, e le infiltrazioni malavitose nel
nostro territorio su cui invece bisogna effettivamente vigilare con
attenzione.
La caccia alle streghe e la fabbrica della paura non fanno altro che
soffiare sul fuoco dell’intolleranza alimentando inutili tensioni di cui
non abbiamo alcun bisogno, soprattutto ad Osimo dove i cittadini hanno
da sempre dimostrato un alto livello di civiltà e di apertura, avendo
dato vita in maniera spontanea nel corso degli anni ad un’ottima
integrazione multiculturale con le comunità straniere.
Le insinuazioni di Buccelli fanno parte di una interpretazione
sbagliata dell’attuale scenario di crisi che purtroppo sono condivise da
tanti nostri concittadini (osimani e italiani). Lo stereotipo degli
“stranieri che ci rubano i diritti e il lavoro” è alimentato ad arte da
un sistema che cerca di nascondere ai cittadini la vera origine del
problema e cioè la politica nazionale di feroce attacco e progressiva
erosione dei diritti faticosamente conquistati dalle precedenti
generazioni (come il diritto al lavoro, alla salute, all’educazione,
alla casa).
La “guerra tra poveri” è quanto di più sbagliato si possa immaginare:
il M5S Osimo per questo profonderà tutte le proprie energie per
difendere e promuovere i diritti di tutti, (italiani e non), e per
sensibilizzare i cittadini sulla necessità di una solidarietà condivisa
che faccia fronte comune contro un sistema globale e una classe politica
corrotta che sta cercando in tutti i modi di schiacciarci e di
trasformarci in sudditi (non più cittadini), mettendoci l’uno contro
l’altro e creando crescenti tensioni sociali
| da Movimento 5 Stelle Osimo |
venerdì 18 luglio 2014
mozione 5 stelle x Gaza
Invasione di Gaza via terra: il M5S Osimo presenta mozione urgente a sostegno del popolo palestinese
17 luglio 2014 21 24 50 |
Filed under: Città,Osimo,Politica |
Posted by: Redazione Online
125 Letture
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OSIMO – Il M5S Osimo ha depositato una mozione urgente a sostegno del popolo palestinese, poche ore prima l’invasione di Gaza via terra:
“Qualcuno fermi questo incubo. Rimanere immobili in silenzio significa sostenere il genocidio in corso. Urlate la vostra indignazione, in ogni capitale del mondo, in ogni città, in ogni piazza, sovrastate le nostre urla di dolore e terrore. C’è una parte di umanità che sta morendo in pietoso ascolto. Restiamo umani.” Così esortava Vittorio Arrigoni, eroico pacifista italiano attivista per i diritti umani, durante la mattanza di civili palestinesi a Gaza provocata dall’operazione militare “Piombo fuso” scatenata nel dicembre 2008 – gennaio 2009 dall’esercito israeliano. Arrigoni che si schierò in difesa dei palestinesi di Gaza e pagò il suo impegno civile in favore degli ultimi e dei dimenticati con la vita, aveva capito che non si può restare indifferenti né sentirsi impotenti di fronte a queste tragedie provocate da deliberate, ciniche, criminali scelte politiche. Proprio per questo è un preciso dovere di tutti noi intervenire, impegnandoci personalmente in tutte quelle situazioni (ovunque si verifichino nel mondo perché la famiglia umana non ha latitudini né confini), in cui esseri umani inermi – troppo spesso adolescenti e bambini - sono vittime di violenze, atrocità e oppressione. Di fronte all’escalation di terrore e morte provocata dall’operazione “Confine protettivo” scatenata l’8 luglio 2014 sempre contro gli abitanti della Striscia di Gaza che ricorda purtroppo in tutte le sue forme la famigerata operazione “Piombo fuso”, il Movimento 5 Stelle di Osimo non è rimasto con le mani in mano. Abbiamo presentato una mozione d’urgenza al Consiglio Comunale del 17 luglio in cui oltre a chiedere ovviamente la condanna dei massacri della popolazione palestinese, abbiamo proposto di impegnare l’amministrazione comunale di Osimo in azioni concrete:
promuovere raccolta di fondi e/o materiale da destinare ai palestinesi colpiti;
informare e sensibilizzare adeguatamente i cittadini osimani sulla storia e sulle reali dinamiche del conflitto in corso;
organizzare nelle scuole una giornata di conoscenza e consapevolezza sul conflitto israelo-palestinese da ripetere negli anni;
promuovere la figura di Vittorio Arrigoni, un italiano la cui testimonianza di vita rappresenta motivo di orgoglio per tutti noi.
In un mondo in cui bisognerebbe abbattere i muri che ci dividono e che purtroppo continuano ancora ad essere costruiti, ed in cui sarebbe invece necessario creare ponti per unire i popoli e le culture, anche noi ci uniamo al grido di Vittorio Arrigoni: RESTIAMO UMANI!
Movimento 5 Stelle Osimo
Di seguito la nostra mozione presentata in Consiglio Comunale.
MOZIONE DI SOLIDARIETA’ COL POPOLO PALESTINESE
IL CONSIGLIO COMUNALE DI OSIMO
PREMESSO CHE
tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti: essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza, (Art. 1 Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo). E’ pertanto un dovere di tutti intervenire nelle situazioni in cui esseri umani inermi – qualunque sia la loro etnia, il loro credo politico o religioso – sono vittime della violenza, delle atrocità e delle catene dell’oppressione;
la tragica repressione e la violazione dei diritti umani del popolo Palestinese all’interno del conflitto israelo-palestinese, potrebbero produrre in tutti noi una sostanziale indifferenza oppure un senso profondo di dolorosa impotenza, ma di fronte al dramma di questo popolo non possiamo e non dobbiamo permetterci di essere indifferenti né sentirci frustrati e impotenti, perché rimanere immobili in silenzio significa essere complici, mentre mobilitarsi e dare forma concreta alla nostra legittima indignazione significa non far morire nel silenzio la nostra e la loro umanità;
noi italiani siamo tra gli occidentali il popolo geograficamente più vicino al mondo Arabo, al quale siamo legati da secoli di storia, cultura, commerci;
CONSIDERATO CHE
l’odierno dramma del popolo palestinese inizia nel 1948 con la tragedia umanitaria della loro diaspora, la nakba: più del 60% dei palestinesi furono espulsi dalle loro case e dalla loro patria dall’esercito del neo-costituito stato di Israele e furono costretti a rifugiarsi in campi profughi nei paesi limitrofi;
da allora il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha emesso decine e decine di risoluzioni con cui ha condannato o criticato la politica repressiva di Israele nei confronti dei palestinesi, ma tali risoluzioni sono state sempre violate o disattese;
attualmente i palestinesi nel mondo (escludendo gli 1,4 milioni che vivono all’interno dello stato di Israele) sono circa 11 milioni, di cui 3.700.000 nei Territori Palestinesi (Striscia di Gaza, Cisgiordania e Gerusalemme Est) e nella Striscia di Gaza vivono 1.645.000 persone in un territorio di appena 360 kmquadrati, rendendo la Striscia una delle zone più densamente popolate del pianeta;
a partire dal 2007 Gaza è di fatto un’immensa prigione a cielo aperto poiché da allora è sotto assedio delle forze armate israeliane con il tacito assenso dell’Egitto. Differentemente dalla forma più leggera dell’embargo, l’assedio (o blocco), impedisce rigorosamente l’ingresso di persone, merci e prodotti via terra, via aria o via mare, (prima del blocco Gaza riceveva 4.000 generi di merci che si sono ridotte a sole 120). Le conseguenze economiche e sociali dell’assedio sono gravissime: il 75% della popolazione è disoccupata, il 90% delle fabbriche è stato costretto a chiudere (secondo dati forniti dalla Camera di commercio Palestinese), e 36.000 famiglie vivono al di sotto della soglia di povertà (secondo l’UNRWA, l’agenzia dell’ONU per i rifugiati palestinesi). Persino il Programma mondiale per l’alimentazione delle Nazioni Unite (WFP) ha fatto un appello sottolineando che la comunità internazionale dovrebbe avere come priorità la risoluzione della tragedia umanitaria a Gaza;
nel maggio 2010 il Free Gaza Movement, organizzazione internazionale di operatori umanitari, attivisti per i diritti umani e giornalisti provenienti da tutto il mondo di cui fanno parte anche i premi Nobel per la pace Desmond Tutu e Mairead Corrigan, e il filosofo americano Noam Chomsky, ha organizzato una spedizione denominata Freedom Flotilla che ha tentato di forzare il blocco per portare aiuti umanitari e generi di prima necessità a Gaza, ma con un atto di pirateria da parte della marina militare israeliana le 8 navi della spedizione umanitaria sono state abbordate in acque internazionali e, in seguito all’uccisione di 9 volontari, sono state costrette a cambiare rotta non riuscendo così far giungere a destinazione gli aiuti;
l’operazione militare “Piombo fuso” (27/12/2008 – 18/01/2009) sferrata nella Striscia di Gaza dall’esercito e dalla marina israeliani con raid aerei, incursioni via terra, cannoni dal mare contro la popolazione gazawi ha provocato un massacro: 1.419 palestinesi uccisi, (l’85% erano civili disarmati dei quali il 30% bambini) e più di 5.300 feriti;
l’operazione militare israeliana attualmente in corso, iniziata l’8 luglio 2014 denominata “Protection Edge” (“Confine protettivo”) scatenata anche in questo caso indiscriminatamente contro i civili di Gaza, alla data del 16 luglio ha già provocato 209 morti di cui 24 donne e 39 bambini, ultimi dei quali 4 cuginetti tra i 9 e gli 11 anni uccisi proprio ieri nel porto di Gaza da un missile lanciato da una nave israeliana;
durante “Piombo fuso” l’esercito israeliano fece uso di armi non convenzionali vietate dal diritto internazionale come acclarato successivamente dall’ONU e dall’Osservatorio dei Diritti Umani, tra cui bombe al fosforo bianco ed esplosivi densi a metallo inerte (DIME) che contengono piombo e tungsteno e provocano mutamenti genetici nell’essere umano, oltre ad essere altamente cancerogeni;
Mads Gillbert, medico norvegese volontario presso l’ospedale Shifa (Gaza City) presente nella Striscia anche durante “Piombo fuso”, ha denunciato che quelle stesse armi vietate sono utilizzate anche in questi giorni nell’operazione “Confine protettivo”;
nella Striscia è in corso una grave emergenza umanitaria e sanitaria. Le strutture sanitarie sono in difficoltà con danneggiamenti ad ospedali, cliniche e centri per disabili. Mancano i farmaci salvavita e 470 tipi di materiali sterili e monouso, tra cui aghi, siringhe, cotone, disinfettanti, guanti e soprattutto sacche di sangue per i feriti. L’emergenza è confermata anche dallo staff dell’Unrwa che dichiara oltre 10.000 persone rifugiate presso le loro strutture a causa dei bombardamenti. Mancano i generi di prima necessità, nonché carburante per i generatori elettrici, le ambulanze e i mezzi di trasporto in generale. Più di 390 case sono state completamente rase al suolo, mentre quelle distrutte o fortemente danneggiate sono 10.500 oltre a 36 edifici scolastici;
SI IMPEGNA E IMPEGNA LA GIUNTA COMUNALE
affinché vengano raccolti fondi e/o materiale da destinare per scopi umanitari alla popolazione civile palestinese con particolare riguardo ai bambini, stante la situazione di estrema gravità umanitaria e sanitaria nella Striscia di Gaza;
ad adoperarsi concretamente affinché i cittadini osimani siano adeguatamente informati e sensibilizzati sulle dinamiche del conflitto in atto e sulle condizioni di vita nella Striscia e nei territori occupati, perché solo un cittadino correttamente informato è un cittadino libero;
a promuovere una giornata di conoscenza e consapevolezza sulla questione israelo-palestinese, nelle scuole medie e superiori in modo da informare gli studenti su quanto accade alle popolazioni e in particolare ai loro coetanei di quei luoghi, fornendo loro gli strumenti per permettere il formarsi di un pensiero critico, favorendo il dialogo ed il dibattito fra i ragazzi, utilizzando eventualmente le testimonianze dei giovani palestinesi residenti nella nostra città;
a stigmatizzare la costruzione iniziata nel 2002 e ormai ultimata del cosiddetto “muro della vergogna”, la barriera di700 kmche separa fisicamente e simbolicamente Israele dai territori palestinesi della Cisgiordania, e che segrega non solo il popolo palestinese, ma anche quello israeliano, poiché qualsiasi muro eretto in qualsiasi luogo del mondo è un’umiliazione per la dignità umana e uno sfregio alla naturale volontà dei popoli di vivere in pace, fratellanza e solidarietà;
a promuovere la figura eroica di Vittorio Arrigoni, pacifista e attivista italiano per i diritti umani, che si schierò in difesa dei palestinesi e visse tra loro a Gaza dal 2008 fino al giorno in cui fu assassinato il 15 aprile del 2011. Testimone scomodo, attivista determinato ad andare avanti e a rischiare sulla propria pelle per il riconoscimento ed il rispetto dei diritti umani, Vittorio non ha mai smesso di lottare per un diritto fondamentale: la libertà di sostenere gli ultimi e i dimenticati.
martedì 15 luglio 2014
Stanno con i frati...
Stanno coi frati ma non zappano l’orto
…perché è troppo faticoso cercare una soluzione nel pubblico e tanto le liste civiche che la
sinistra sistemica alleata dei renziani
stanno confermando su una questione forse non così prioritaria, ma di
valenza simbolica, affettiva ed anche patrimoniale ragguardevole, quanto
abbiamo sostenuto al ballottaggio (coerentemente, a differenza di altri); e
cioè che Latini e Pugnaloni sono espressione di uno stesso sistema, almeno fino
a che (e se) Spacca si smarcherà dal Pd
per le regionali. Non abbiamo niente contro i frati, i quali hanno spesso
sopperito alle lacune delle passate amministrazioni in fatto di spazi pubblici
centrali destinati ad iniziative politiche culturali, soprattutto se non omologate,
concedendo democraticamente la disponibilità delle loro strutture, ma cedere la
proprietà di uno stabile pubblico ad una parte, per quanto chiamata e
finanziata sistematicamente per sostituirsi allo stato liberista in molti
servizi basilari, ci trova fermamente contrari. Non ci sorprendiamo che i
fautori della cosiddetta integrazione pubblico-privato prevedano tale soluzione, anche se in questo
caso, se abbiamo capito bene, al pubblico resterebbe una temporanea convenzione
ed al privato uno dei pochi immobili della
città destinati a valorizzarsi. Ci
stupiremmo invece se alcuni sinistri ‘radical’ avallassero tali operazioni in
cambio di qualche filmino da vedersi in compagnia. Se lasciamo passare il
principio che in cambio del servizio si deve privatizzare, perché ci si oppone
agli ospedali della provvidenza di Latini? od alle cessioni di Eni, Poste,
Enel, da ultimo Alitalia? Renzi cede ai musulmani per mantenere qualcosa di una
compagnia aerea e qualche migliaio di posti di lavoro (ed altrettanti in perdita
con la cassa integrazione a rischio), Pugnaloni cede ai francescani per far
cassa ed accontentare il numerosissimo elettorato cinefilo.
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